Gazzetta di Reggio

Reggio

l’indagine 

Stuprata dal branco dopo la discoteca Cinque arrestati, uno era minorenne

Il gruppo di amici, tutti di origine cutrese, sono accusati di violenza sessuale di gruppo: due di loro abitano nel Reggiano

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REGGIO EMILIA. Si sono conosciuti in un locale di Mantova. Quando una settimana dopo si sono rivisti al Mascara, altro noto locale della città dei Gonzaga, si sono messi a ballare insieme. Accanto a loro, i quattro amici del ragazzo. Non c’era niente che facesse presagire che avessero cattive intenzioni. Nemmeno quando lei – che era arrivata nel locale con un amico conosciuto su Instagram, che poi se ne era andato – ha accettato un passaggio per essere riaccompagna a casa, nel Veronese. È finita che è stata violentata e picchiata dal branco. Era il 23 giugno scorso.

Ora, la svolta investigativa: per cinque giovani, tutti originari di Cutro, è scattato l’arresto. Due sono domiciliati nel Reggiano. Uno, all’epoca dei fatti, era minorenne.

Si tratta di Nicola Benigno, 21 anni non ancora compiuti residente a Cutro ma domiciliato a Cadelbosco Sopra, difeso dall’avvocato Federico De Belvis; Alex Benigno, 19 anni, residente a Cutro; Salvatore Gaetano, neanche 20 anni quella notte, residente a Cutro; Raffaele Iembo, nato a Crotone e residente a Gussola (Cremona): è il maggiore del gruppo di amici, ha da poco compiuto 23 anni. Arrestato anche un quinto ragazzo, che quella notte non aveva ancora compiuto 18 anni e per questo della sua posizione si occupa il Tribunale dei minori: è residente a Cutro, ma risulta domiciliato a Reggio. È difeso dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri. I cinque ora si trovano nelle carceri di Reggio, Cremona e Crotone.

La vittima di quella notte infernale d’inizio estate è una ragazza di appena 21 anni, della provincia di Verona. Chi l’ha assalita e violentata poi l’ha abbandonata nel cuore della notte in mezzo ai campi di Bonferraro, nel Veronese.

Lei, ferita nel corpo e nell’animo, si è fatta due chilometri a piedi prima di trovare la luce di un bar, riuscire a chiedere aiuto, chiamare casa. I carabinieri del reparto operativo di Mantova dopo aver raccolto la denuncia della giovane hanno lavorato senza sosta per cercare di risalire all’identità di quel gruppo di giovani.

Accertamenti certosini che sono partiti proprio dalla discoteca in cui la 21enne ha incontrato colui che credeva già un amico e nei confronti del quale, forse, aveva iniziato a nutrire una simpatia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano usciti mano nella mano dal locale e lei aveva accettato di essere riportata a casa da lui.

Gli amici certo c’erano, ma avevano un’altra vettura e dopo uno scambio di battute affiancandosi con la loro auto, le loro strade erano sembrate dividersi.

Non era così, in realtà. Non lontano dall’uscita del locale, vicino a un boschetto i quattro compiendo una veloce manovra in retromarcia sono tornati dai due. La ragazza è stata tirata fuori dall’auto, scaraventata a terra e violentata. Uno di loro si sarebbe avventato su di lei, mentre gli altri appostati in auto controllavano che non arrivasse nessuno, pronti a subentrare nella violenza. Erano le quattro di notte circa; lei urlava, chiedeva di smettere. Cercava come poteva di ribellarsi. Ma loro avrebbero approfittato anche delle sue precarie condizioni psicofisiche, dopo che nel locale aveva bevuto alcolici.

Non è finita lì. Perché i cinque l’hanno caricata in auto, una Ford Fiesta. E anche a bordo di questa, sono continuate le violenze. E ogni volta che la giovane chiedeva di smettere e implorava di essere portata a casa, le arrivavano botte e minacce di morte da parte del giovane che era alla guida e titolare della vettura (il più vecchio degli indagati, secondo l’ordinanza di arresto). Finché a Bonferraro, oltre il confine col Mantovano e già in provincia di Verona, lei viene abbandonata a se stessa. Senza telefonino, senza soldi (circa 100 euro) che le sono stati intanto portati via dal branco.

Gli investigatori si sono serviti delle telecamere di sorveglianza installate nel locale, ma anche di quelle sulle strade dei vari territori attraversati per arrivare agli aggressori, che hanno identificato nei cinque indagati. Ieri mattina alle 6 è stata eseguita l’ordinanza emessa dal gip di Mantova, Matteo Grimaldi, su richiesta del sostituto procuratore Lucia Lombardi, titolare della delicata indagine. I carabinieri hanno bussato alla porta dei cinque giovani.

Per tutti è scattata la misura dell’arresto in carcere, per accuse gravissime di cui dovranno rispondere a vario titolo: violenza sessuale di gruppo, lesioni personali, violenza privata, furto. —

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