Gazzetta di Reggio

Reggio

Vecchi: «Reggio diversa dalla Val d’Enza ma basta demonizzazioni sugli assistenti»

Enrico Lorenzo Tidona
Vecchi: «Reggio diversa dalla Val d’Enza ma basta demonizzazioni sugli assistenti»

Il sindaco di Reggio in commissione d’inchiesta: «Mai avuto a che fare con Hansel e Gretel. Stop alle polemiche politiche»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Non vuole girare la testa dall’altra parte, chiede di armonizzare i sistemi di tutela dei minori ma anche di essere obiettivi, al di là delle polemiche politiche, quando si parla degli assistenti sociali, senza demonizzarli e per il bene dei bambini stessi, nonostante a Reggio esista un sistema di tutela diverso dalla Val d’Enza. Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha parlato ieri in doppia veste – invitato quale delegato al Welfare dell’Anci nazionale – nella commissione regionale di inchiesta sul caso affidi, dove non sono mancate scintille finali. «I sindaci emiliano-romagnoli devono interrogarsi sui punti di forza ma anche di debolezza per migliorare il sistema dei servizi sociali e per sottoporre al legislatore suggerimenti per migliorare il sistema», ha esordito Vecchi. La vicenda giudiziaria scaturita con l’inchiesta “Angeli e Demoni” sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza è infarcita però di polemiche. «Al di là di una legittima contrapposizione politica su questi temi – ha detto Vecchi – sono convinto che questa materia vada affrontata con un certo grado di distacco, prudenza e obiettività. Rappresentando l’Anci so di rappresentare Comuni con colori politici diversi. Ma se si fa questo sforzo si può riuscire con una maggior chiarezza a capire dove intervenire. I servizi sociali nascono anche e soprattutto per proteggere i minori e per creare condizioni di migliori opportunità di crescita. Se a un certo punto la rappresentazione mediatica diventasse opposta, e cioè che i servizi sociali sono generatori di ben altro, come gli abusi, significherebbe che c’è qualcosa che non funziona». Da questa «vicenda storica», come la definisce lo stesso Vecchi vista la portata, «bisogna uscire non soltanto con gli inevitabili esiti di natura processuale che andranno considerati con la dovuta serietà, ma anche con un grado di consapevolezza politica che ricalibri i servizi sociali non tanto a Reggio Emilia o in Regione ma in tutta Italia». Per Vecchi «c’è un nodo che va affrontato, cioè l’organizzazione dei servizi sociali perché è estremamente variegata. Ci sono città che ne hanno, altre sono senza». Poi Michele Facci di Fratelli d’Italia taccia il Comune di Reggio di aver ingaggiato e così istituzionalizzato i servizi della onlus Hansel e Gretel. «È un’inesattezza pesante – risponde Vecchi – Reggio non ha appaltato un bel niente ad Hansel e Gretel, mai. Secondo: Hansel e Gretel non è centrale nel nostro welfare. Non ha avuto alcun ruolo. Attenzione che la Val d’Enza è un’altra cosa. Non lo dico per prendere le distanze. La Val d’Enza l’ha scelta nell’esercizio delle sue autonome prerogative. Il Comune di Reggio ha fatto altre scelte. Noi siamo un comune ad alto tasso di internalizzazione. Poi un convegno con loro c’è stato ma organizzato da più comuni. Ma partecipare a un convegno è cosa diversa».

Reggio dal 2011 ha deciso di affiancare educatori alle famiglie in crisi. «Siamo partiti con 12 famiglie, ora sono 262. Una soluzione diventata un indirizzo politico che ha impiegato lì delle risorse. Reggio conta poi 260 minori in affido, la metà per decisione consensuale con le famiglie, l’altra metà frutto di un provvedimento giudiziario. Numeri non fuori scala per una città con 173mila abitanti». —

Enrico Lorenzo Tidona

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google