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AL SANTA MARIA NUOVA 

Allarme scabbia nel reparto di Medicina II

Allarme scabbia nel reparto di Medicina II

Riscontrati quattro casi tra il personale sanitario: l’avrebbero contratta da un paziente, poi deceduto per gravi patologie 

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REGGIO EMILIA. Un paziente ricoverato nei mesi scorsi nel reparto di Medicina II dell’ospedale Santa Maria Nuova, poi deceduto per gravi patologie, potrebbe essere – secondo l’Azienda Usl Irccs di Reggio – la fonte del contagio dei quattro casi di scabbia diagnosticati ad altrettanti dipendenti del personale sanitario dell’Arcispedale.

PROFILASSI

«Il personale sanitario del reparto – spiega il direttore sanitario dell’Ausl, la dottoressa Cristina Marchesi – è stato immediatamente sottoposto a controllo e, in qualche caso, a profilassi e a riposo. Per tutto il personale sanitario e per i degenti del reparto è stata attivata la sorveglianza sanitaria, che permetterà la rapida identificazione di eventuali altri casi sospetti».

I SINTOMI

I segni e sintomi più comuni della scabbia sono un prurito intenso, soprattutto di notte. Le zone più colpite sono il polso, le pieghe tra le dita, il gomito, l’ascella, il capezzolo, il pene, l’inguine, la vita, la zona periombelicale, la linea della cintura e i glutei. Il tempo di incubazione, spesso asintomatico, può andare da due a sei settimane. La scabbia non è una patologia prevenibile con vaccini: è possibile però controllarne la diffusione, dopo che è stato diagnosticato un caso, sottoponendo le persone esposte a visite mediche di controllo e, se necessario, a trattamenti da applicare sulla cute, a carico del Servizio sanitario nazionale.

LA MALATTIA

La scabbia è una malattia causata da un parassita esterno, un acaro, che si trasmette da una persona all’altra per contatto generalmente diretto (contatto fra la pelle dell’individuo sano e quella dell’individuo ammalato), ma sempre più spesso anche per contatto “indiretto”, cioè tra la pelle della persona sana e un tessuto venuto di recente a contatto con la pelle dell’ammalato (indumenti, biancheria, lenzuola).

EVENTUALI CONTAGI

Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica ha anche dato avvio agli interventi di sorveglianza e profilassi per le persone che sono state a contatto stretto e prolungato con operatori e degenti. «La probabilità che sia avvenuto o che avvenga un contagio nei degenti – spiega ancora la direzione sanitaria dell’Ausl – è estremamente bassa. Per ulteriore scrupolo sono stati avvertiti i medici di medicina generale affinché segnalino tempestivamente eventuali casi sospetti. L’infestazione non riveste carattere di pericolosità per la salute, né a breve né a lungo termine: può colpire persone di ogni ceto sociale, indipendentemente dall’igiene personale e non fa distinzioni di età o sesso ed è endemica in molti Paesi sviluppati». —

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