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Chiede scusa e vuole curarsi Pentito il coltivatore di “maria”

Chiede scusa e vuole curarsi Pentito il coltivatore di “maria”

Scarcerato ma con l’obbligo di firma, Simone Zanini, 39 anni, è comparso ieri davanti al giudice. Era stato arrestato per la coltivazione delle piante

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guastalla. Chiede scusa al giudice e all’accusa e promette di disintossicarsi. Se l’è cavata con l’obbligo di firma tre volte la settimana, Simone Zanini, 39 anni, residente a Boretto, originario di Viadana, arrestato dai carabinieri – per la terza volta in 11 anni – mercoledì scorso. Le manette sono scattate al termine della perquisizione in casa e in due capannoni, nella frazione Santa Croce, nei quali l’uomo coltivava, essiccava e preparava per la vendita quantitativi di tutto rispetto di marijuana. I militari ne hanno sequestrata complessivamente quasi due chili.

Ieri Zanini, assistito dall’avvocato Mariarosa Valenti, è comparso davanti al giudice Simone Medioli Devoto per la direttissima. Durante l’interrogatorio, Zanini ha risposto alle domande e non solo: ha chiesto scusa per l’attività di coltivazione e spaccio della droga e ha espresso l’intenzione di curarsi per arrivare alla disintossicazione. Una posizione fortemente sostenuta dal suo difensore che, oltre a ottenere i termini a difesa per meglio studiare gli atti d’indagine, ha chiesto la scarcerazione del suo assistito per consentirgli di frequentare il programma di cura al Sert di Guastalla.

Il giudice, contro il parere del pm Marco Marano che aveva invece chiesto gli arresti domiciliari, ha creduto alle buone intenzioni del 39enne e l’ha scarcerato, imponendogli però l’obbligo di firma tre volte la settimana.

Il processo è stato rinviato al 19 febbraio dell’anno prossimo, e Simone Zanini dovrà presentarsi all’udienza con il percorso di disintossicazione avviato.

È la terza volta che il 39enne finisce nei guai per droga. Il primo arresto risale al 2008, quando finì in manette assieme al padre – nell’ambito di un’operazione più vasta dei carabinieri di Viadana – perché in casa vennero scoperte 25 piante di marijuana e 27 grammi di hascisc. La seconda risale al 2010 quando, dopo aver forzato un posto di blocco, nella sua casa i carabinieri trovarono un’altra trentina di piante di “fumo”. —

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