Dopo gli scandali, c’è il nuovo comandante «Miglioreremo l’immagine del Corpo»
Ieri la presentazione ufficiale di Stefano Gulminelli ai sindaci. Il presidente Palù: «Tassello fondamentale per ripartire»
Che si tratti di una sfida, e non di una normale presa di incarico, lo ha ben sottolineato ieri mattina Francesca Bedogni, sindaco di Cavriago e assessore dell’Unione con delega ai Servizi sociali. Il nuovo comandante della polizia locale dell’Unione Val d’Enza, Stefano Gulminelli – ieri mattina l’incontro ufficiale con sindaci e rappresentanti di tutti gli otto Comuni – arriva dopo l’inchiesta, deflagrata nel luglio del 2018, che ha decapitato i vertici dello stesso Corpo (con accuse tra le altre e a vario titolo di abuso d’ufficio e maltrattamenti) e dopo l’inchiesta dell’ultima estate, “Angeli & Demoni”, che ha invece travolto i Servizi sociali dell’Unione Val d’Enza e ha fatto finire Bibbiano e gli uffici dell’Unione nell’occhio del ciclone.
IL NUOVO COMANDANTE
Romagnolo di Ravenna, 48 anni, laureato in Sociologia e Scienze criminologiche, vent’anni della Municipale sulle spalle, Gulminelli arriva dal ruolo di commissario capo responsabile dell’Ufficio comando della polizia locale della città adriatica.
«Sono onorato ed emozionato di assumere questo incarico importante e delicato – ha detto davanti ai rappresentanti degli otto Comuni della Val d’Enza e alla stampa –. Ringrazio i sindaci dell’Unione che me lo hanno conferito. Il mio obiettivo, per i prossimi mesi, sarà conoscere, capire, costruire. Dedicherò energie, risorse, capacità, esperienza per migliorare l’immagine del Corpo, per migliorare l’operatività e innalzare la qualità del lavoro di tutto il personale».
Il comandante ha messo in chiaro le sue priorità: asse organizzativo da una parte, ma anche la valorizzazione e l’incremento del lavoro di gruppo. Particolare attenzione, ha spiegato, sarà rivolta alla sicurezza stradale, per cercare di contrastare gli incidenti stradali.
I COMMENTI
Sullo sfondo di questo insediamento, naturalmente, ci sono le ombre delle due inchieste. In particolare, quella che ha portato al licenziamento dell’ex comandante Cristina Caggiati, del suo vice Tito Fabbiano e della sua compagna e collega Annalisa Pallai.
«Questo arrivo è un tassello fondamentale per dare una testa alla polizia locale dopo tutto quello che è successo – sono state le parole di Franco Palù, sindaco di San Polo e attuale presidente dell’Unione Val d’Enza –. Fondamentale è stato trovare un professionista come il dottor Gulminelli».
Parole alle quali hanno fatto eco quelle della sindaca di Cavriago, Francesca Bedogni, che sull’altro fronte, dopo l’inchiesta “Angeli & Demoni”, si è messa sulle spalle la delega dell’Unione ai Servizi sociali nel momento più delicato e difficile della sua storia.
La Bedogni ha riconosciuto la fatica e gli ostacoli che sono stati affrontati in questi mesi per cercare di ricostruire l’Unione, dopo gli scandali che l’hanno travolta e dopo che l’Unione ha avuto anche problemi sul fronte sicurezza, con uffici pubblici presi di mira da haters un po’ da tutta Italia («Ora siamo quasi tornati alla normalità» ha confidato Palù, in merito). «L’approccio del comandate in questo senso sarà molto utile, perché ha avuto l’approccio che ci serve: della conoscenza, dell’incontro con la cittadinanza, con i sindaci», ha sottolinea la sindaca.
Al di là dei bisogni specifici della Val d’Enza – oltre dunque l’inchiesta sulla Municipale e post “Angeli & Demoni” – si impone il tema della sicurezza, effettiva e percepita dai cittadini. Sulla quale sia le otto amministrazioni comunali, sia il nuovo comandante hanno insistito durante il loro primo incontro ufficiale. L’idea condivisa è quella, come ha detto lo stesso Gulminelli, di una “polizia di comunità”.
L’oRGANICO CARENTE
E allora il ragionamento in Val d’Enza, come in tanti altri Corpi, riguarda necessariamente la scottante questione dell’organico. Attualmente, sono 26 gli operatori del Corpo unico che si muovono sugli otto Comuni della Val d’Enza. La carenza di organico è importante, perché a regime, per numero di abitanti ed estensione geografica, dovrebbero essere 42.
«Le assunzioni devono essere per quote dei singoli Comuni e abbiamo già raschiato il fondo nei vari Comuni – ammette Palù –. C’è la volontà di assumere e assumeremo. Però i percorsi burocratici non consentono assunzioni rapidissime. La nostra idea, intanto, è che gli attuali 26 possano essere tutti in giro e non in ufficio, dove pensiamo debbano stare degli amministrativi».
Ostacola l’assunzione di nuove figure anche il licenziamento dei tre finiti a processo.
Le amministrazioni, infatti, devono comunque accantonare gli stipendi che non vengono loro erogati, in attesa che gli iter processuali arrivino a una conclusione definitiva e per tutelarsi in caso di ricorsi o eventuali ordini di reintegro. —
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