Il titolare: «Tolgo l’elettricità È stato un gesto intenzionale»
reggio emilia. «Qualcuno me l’ha bruciato apposta, ma non saprei indicare chi. Richieste di soldi? Figuriamoci, se mi chiedessero il pizzo sarei il primo a denunciare». Michel Yang, 30 anni, nato in Francia ma a Reggio da quand’era bambino, ieri era già al suo posto dietro al bancone del bar, attorniato da clienti che gli chiedevano dell’incendio e gli esprimevano solidarietà.
Il barista è stato svegliato in piena notte dall’allarme che è scattato. «Quando sono arrivato, alle 5.30 insieme alla ragazza che apre, le fiamme erano già spente».
Il 30enne è gestore dello storico locale da due anni. «La distesa fuori l’ho allestita in un secondo tempo. Il danno è costituito soprattutto dalla struttura, i tendoni antivento costano. Apriamo alle 6 e quando chiudo, come la sera prima alle 21.20, metto il lucchetto alla porta del gazebo (per evitare che entrino e sporchino gatti o animali) e stacco gli impianti elettrici: preferisco che non ci sia la luce, anche per non disturbare i residenti».
Il titolare ha parlato apertamente di «qualcuno che è entrato e ha innaffiato di benzina, altrimenti le fiamme non sarebbero salite così in alto. Non può essere stato un caso, qualcuno è entrato: del resto è facile, può essere stato chiunque, basta un coltellino per aprire un varco nel tendone».
Yang ha preferito però non azzardare supposizioni. «Questo è un quartiere tranquillo e il nostro bar, che lavora parecchio, ha degli avventori di fascia medio-alta: mai avuto clientela equivoca, mai avuto una discussione, mai registrato qualche furbetto che non paga. Quindi non mi spiego l’accaduto. Non so se sia stata una bravata o una vendetta di qualche altro locale che lavora meno di noi. Non ho una spiegazione, tutto è possibile». —
Am.P.
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