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Poesie per rinascere oggi al San Sebastiano il nuovo libro di Grassi

Giacomo Bigliardi

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Correggio. «Mi chiamo Max Grassi e sono nato ormai quarantanove anni fa a Reggio Emilia. Purtroppo nel 2011 la mia esistenza ha avuto un brusco stop. A causa di un’emorragia cerebrale ho rischiato di perdere la vita. Vuoi per fortuna, vuoi per determinazione mia, vuoi per altre circostanze, sono riuscito a salvare la pellaccia. E da allora sono riuscito a ricostruire una vita». Si presenta così Massimo Grassi, correggese, amato e conosciuto da tutti, che è riuscito a vincere la battaglia contro la malattia e da nove anni fa il possibile per trasformare la sua vicenda personale in una storia da cui le altre persone possano imparare.

Il suo desiderio è quello di portare agli altri un messaggio di speranza, consapevolezza e determinazione. Per fare questo, ha scelto la via della scrittura. Dopo aver pubblicato due libri di narrativa medica, Max ha ora concluso il terzo volume, “La vita è un bene prezioso”, raccolta di poesia che verrà presentata oggi alle 17.30 nella sala socializzazione, al secondo piano dell’ospedale San Sebastiano.

«A quel tempo ho veramente visto l’inferno – racconta – e ho dovuto attraversare 3.500 ore di riabilitazione intensiva e 3.000 ore di psicologia e logopedia. A quel punto mi sono detto: ma perché non dedicarsi agli altri? A chi ha avuto meno fortuna di me? Ho voluto trovare nella mia esperienza un motivo per dare una mano a chi ha più necessità. E questo si è tradotto in esperienze di volontariato, di impegno civile e sociale. E anche nella scrittura, come modo di emanciparmi da questa dolorosa esperienza, e come via di consapevolezza per affrontare il futuro». Il percorso di Max si snoda attraverso un percorso fatto di determinazione e speranza. E sono gli affetti più cari che l’hanno spinto e motivato a farcela: «Ho fatto tutto questo per mio figlio Mattia, che è stato coautore del mio primo libro. Nel momento in cui sono stato male, lui aveva sette o otto anni e non riusciva a capire bene cosa volesse dire un’emorragia cerebrale. Io mi chiedevo come potessi spiegarlo agli altri, e da lì è nato il progetto del primo libro, ovvero la mia riabilitazione intensiva vista dagli occhi di mio figlio, con le sue riflessioni e le sue parole». Oggi, dopo il percorso dei primi due libri di narrativa medica, è in arrivo il terzo. Diversamente dai primi due, questo sarà di genere diverso: si occuperà infatti di riflessioni e di poesia. L’idea, spiega Max, nasce dalla sua psicologa, che gli ha proposto di ritornare a una delle passioni che aveva da ragazzo: la poesia, appunto. —

Giacomo Bigliardi

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