Aria Pulita, le barricate contro la nuova ceramica a Zurco
Il progetto della multinazionale spagnola bloccato da un comitato a Comacchio Ora tenta di traslocare nell’ex Kis: «La fabbrica inquina, no all’ok del Comune»
CADELBOSCO SOPRA. «Cambiano i sindaci ma non cambia la loro indifferenza verso i cittadini: dopo le porcilaie ci mancava la ceramica». È la netta presa di posizione del comitato “Aria Pulita” alla notizia del futuro insediamento di uno stabilimento di ceramica, già contestato nel ferrarese, che vuole occupare un sito dismesso nella frazione di Zurco. E per informare i cittadini, il comitato organizzerà un’ assemblea a cui parteciperà il comitato di Comacchio che, con la mobilitazione dei cittadini, ha evitato l’insediamento industriale che, adesso, vorrebbe traslocare a Zurco.
All’incontro saranno invitate tutte le forze politiche e le associazioni ambientaliste. «Abbiamo appreso dai giornali e non dall’amministrazione comunale, che si è ben guardata dal garantire ai cittadini il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia decisionale su fatti che riguardano la loro salute e il loro territorio, che la multinazionale spagnola “L’Arcilla Blanca”, vuole insediarsi a Zurco, nell’ex area “Kis”, ora San Valentino, per costruirci 3 atomizzatori alti 10, 15 e 30 metri da cui , a detta del Comune, uscirebbe solo del vapore acqueo».
L’insediamento industriale – scrive il comitato in una nota – è stato rifiutato dal Comune di Comacchio, per l’opposizione della popolazione organizzata in un comitato, perché è stato dimostrato che dalle ciminiere non esce solo vapore acqueo ma ben altro e questo appare chiaro dal momento che, nel processo produttivo, vengono adoperate sostanze come argilla, feldispati, sabbie/quarziti, coloranti e additivi che non sono affatto innocue e prive di tossicità». Al contrario, secondo il comitato, «danno origine a emissioni di polvere fine e finissima che possono contenere impurezze di cloro, fluoro e zolfo, originando i rispettivi acidi e non trascurabili frazioni respirabili della silice che l'agenzia per lo studio del cancro dell’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms) classifica come cancerogena per l’uomo».
«La stessa agenzia – prosegua la nota – afferma che “l’esposizione prolungata a massiccia a polvere contenente silice cristallina respirabile, può provocare silicosi e fibrosi polmonare nodulare. Per il colorante in miscela marrone AL4509 sono segnalati due effetti negativi: uno legato alla presenza della silice e l’altro alla radioattività dello zirconio. Il colorante AL-8506 nero è un composto del cromo e non può essere considerato del tutto innocuo. È evidente – aggiunge il comitato – che occorre fare una analisi del rischio sanitario che tenga conto delle immissioni in aria, dato che si paventa la presenza di sostanze cancerogene e tossiche». «Dinanzi a tutto questo siamo basiti – concludono – su come l’amministrazione comunale abbia, con assoluta leggerezza, dato l’ok al progetto. Noi del comitato diciamo un fermo “no”. Non siamo la discarica dell’Italia e chiediamo con forza, al sindaco Luigi Bellaria, di fermare l’iter autorizzativo». —
M.P.
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