La sfilata di 150 trattori tra clacson e fischietti
Qualche conducente spazientito, tanta curiosità tra i cittadini Tra i contestatori diversi produttori di latte, famiglie e bimbi
reggio emilia. Una manifestazione pacifica e colorata, che ha fatto irruzione nella tranquillità del sabato mattina a Reggio Emilia senza particolari problemi. Merito anche della gestione attenta delle forze dell’ordine, presenti in modo massiccio per evitare effetti collaterali che non si sono registrati. L’invasione del popolo del “No al biogas” ha animato il centro storico senza conflittualità.
A impensierire era soprattutto la sfilata dei 150 trattori, che si sono riuniti alle 8 in piazzale Atleti Azzurri d’Italia per entrare nell’onda verde in via Makallè verso le 10 e percorrere la circonvallazione a passo d’uomo, tra clacson e fischietti. Nonostante il frastuono e la paralisi della strada, gli automobilisti, già avvertiti delle variazioni alla viabilità, non hanno perso la pazienza: qualcuno di fretta ha suonato invitando i trattoristi a muoversi, ma c’è stata anche una conducente, evidentemente simpatizzante, che ha gridato : «Forza, entrate in municipio!».
La polizia municipale, che ha accompagnato il percorso bloccando ciascun incrocio con tempestività, ha fatto sì che l’arrivo dei mezzi agricoli guidati soprattutto da imprenditori trentenni (a Gavassa, hanno spiegato i fratelli Giulio e Francesco Morlini, «ci sono una ventina di aziende agricole guidate da giovani») e delle biciclette sulla soglia del centro storico sia avvenuta perfino in anticipo sui tempi. Nella biciclettata confluita in piazza Martiri del 7 Luglio – dove è stato allestito uno stand con acqua e vino per ristorarsi dalla pedalata – tante famiglie e bambini in pettorina, tra le quali tre bimbette si sono distinte per essersi unite al grido a ripetizione «no al biogas, no al biogas». Dopo una breve sosta davanti alla Banca d’Italia i manifestanti – tra trombette e slogan d’effetto del tipo «Vogliamo il letame» e «Da Gavassa non si passa» – ha imboccato via Crispi per dirigersi verso piazza Prampolini.
Un passaggio che ha suscitato la curiosità dei reggiani: i passanti si sono fermati per scattare foto e fare video con i cellulari, le commesse dei negozi sono uscite per vedere. Fino all’arrivo davanti al municipio, dove i manifestanti sono rimasti per oltre un’ora, sotto l’occhio vigile di poliziotti in divisa, di una ventina di uomini in borghese della Digos, polizia municipale e qualche carabiniere. —
Am.P.
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