«Palazzo Pratonieri off limits ai disabili»
La denuncia-sentenza di un reggiano in carrozzina «Tra mille scuse e rammarico mi è stato negato l’ingresso»
REGGIO EMILIA. «A Palazzo Pratonieri, lo storico edificio di via Toschi 9 e storica sede della Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, di fatto è vietato l’accesso ai disabili in carrozzina». È la denuncia-sentenza fatta alla Gazzetta di Reggio da un reggiano disabile: la dirigenza dell’istituto di credito, quando ha ricevuto la sua richiesta per visitare, il 5 ottobre scorso, i rinnovati locali della banca seppur seduto su una carrozzina a rotelle, ha dovuto respingerla.
L’invito, diffuso il 2 ottobre scorso da Unicredit (UniCredit Group Media Relations), diceva così: «UniCredit partecipa anche quest’anno a “Invito a Palazzo”, l’iniziativa promossa dall’Associazione bancaria italiana (Abi) giunta alla sua XVIII edizione, che vede aperti gratuitamente al pubblico – sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 19 – alcuni fra i palazzi più prestigiosi per interesse storico e architettonico appartenenti a Banche e a Fondazioni di origine bancaria operanti in Italia. Per l’occasione, saranno visitabili alcune delle sedi più rappresentative di UniCredit, a conferma dell’impegno del Gruppo a sostegno della cultura come motore di sviluppo sociale ed economico sostenibile e strumento di dialogo per la circolazione di idee, per la promozione della coesione sociale e del senso di appartenenza. Nel dettaglio, a Reggio sarà aperto al pubblico Palazzo Pratonieri, in via Toschi 9».
Ma quel giorno, dopo le garanzie date dagli addetti all’evento («A Palazzo Pratonieri – mi dicono – l’ingresso non ha scalini e per chi vuole accedere al primo piano è disponibile un ascensore»), si è mosso un funzionario della direzione bancaria, che con una telefonata, ha negato l’accesso al disabile alla visita. «Pur con rammarico e mille scuse – racconta l’uomo rifiutato – sono stati addotti motivi di carattere assicurativo e l’adeguamento alle norme antincendio, che impedivano appunto l’accesso a chi non era in grado di fare il podista».
Palazzo Pratonieri è uno dei più importanti edifici reggiani. Edificato nel ’500 per volontà della famiglia Pratonieri, forse ad opera di Bartolomeo Spani (architetto e scultore), sembra che l’ingresso principale del palazzo fosse posto su via Fornaciari e che fosse inoltre corredato di un portico su strada.
La proprietà dell’immobile passò ai conti Vezzani finché la Cassa di Risparmio di Reggio Emilia acquistò il palazzo 1882, per farne la propria sede. Nei primi anni del ’900, a seguito di un periodo di grande prosperità, gli ambienti interni furono rinnovati completamente. I lavori furono affidati all’architetto Edoardo Collamarini, all’ingegner Guglielmo Boni e al pittore Cirillo Manicardi. I progettisti furono affiancati da una commissione artistica presieduta dal pittore Gaetano Chierici. I lavori ritardati a causa della guerra durarono dal 1909 al 1916 anno in cui venne inaugurato.
Dal 1916 al 2006 l’edificio fu la sede della Cassa di Risparmio e mantenne un ruolo importante nella definizione dell’identità architettonica della città. In seguito la Cassa di Risparmio prima e UniCredit dopo, per molti anni scelsero di lasciare il palazzo, reso successivamente inagibile a causa dei danni provocati dagli eventi sismici susseguitisi negli anni. Nel 2016 UniCredit, a cento anni dalla data della storica ristrutturazione, decise di dare inizio al restauro del palazzo, riportandolo all’antico splendore. —
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