BASSA REGGIANA
Botte e violenze in famiglia, un 12enne fa arrestare il padre
La mamma di 35 anni da sei subiva vessazioni indicibili e violenze anche sessuali davanti ai figlioletti. Il ragazzino corraggioso a sua volta oggetto di angherie e minacce da parte dell'uomo che brandiva spesso un'ascia
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BASSA REGGIANA. Pugni, schiaffi e calci in piena notte per evitare che dormisse, ma anche minacce brandendo un’ascia e persino violenze sessuali davanti agli occhi terrorizzati dei figlioletti. Un incubo durato sei anni e che la donna per paura e vergogna non aveva mai denunciato: ci ha pensato per lei il figlio di 12 anni: «Papà sta picchiando la mamma, aiutateci», ha detto all’operatore dopo avere chiamato il 112.
L’uomo, un 40enne, è stato bloccato dai carabinieri, precipitatisi nell’abitazione della famiglia dalla quale era arrivata la richiesta di aiuto del ragazzino. Poi è stato arrestato: per lui il giudice ha concordato sulla necessità di misure cautelari in carcere, dopo la richiesta avanzata dal pm che coordina le indagini e al quale i carabinieri hanno rivelato, con dovuti riscontri, anni di angherie, sopprusi e indicibili vessazioni.
Un escalation di gratuite violenze che da diversi anni una casalinga 35enne subiva nel silenzio dettato dalla paura a cui ha posto fine suo figlio: un bambino di 12 anni che nell’ultimo grave episodio di violenza non ha esitato a chiamare il 112 dei carabinieri chiedendo aiuto per la mamma che era stata picchiata dal padre.
Siamo alla fine dello scorso mese di agosto quando i carabinieri di Novellara su richiesta del piccolo intervengono nell’abitazione di una famiglia nella bassa reggiana, portando alla luce un’inquietante e aberrante vicenda di violenza domestica che andava avanti da diversi anni e alla quale i carabinieri di Novellara, grazie al coraggio del piccolo figlio della vittima, hanno posto fine arrestando il padre.
La Procura reggiana infatti, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri di Novellara, ha richiesto ed ottenuto dal gip del Tribunale di Reggio Emilia, un provvedimento restrittivo di natura cautelare che è stato eseguito dai carabinieri di Novellara che hanno arrestato l’uomo conducendolo in carcere.
Le indagini hanno rivelato che l’uomo dal 2013 sottoponeva a costanti vessazioni fisiche e morali la moglie sistematicamente insultata, minacciata anche mostrandole un ascia, sferrandole spesso pugni, schiaffi e calci anche di notte per impedirle di prendere sonno.
L’ultimo episodio di fine agosto, portato alla luce grazie al coraggio del figlio 12enne, ha visto il marito prendere a schiaffi e pugni la moglie cagionandole lesioni arrivando anche a costringerla con violenza e minaccia a subire atti sessuali completi anche davanti ai figli minori.
Vessazioni fisiche e morali anche nei confronti del figlio 12enne costretto a assistere alle botte subite dalla madre e sottoposto lui stesso a violenze che l’hanno visto essere anche minacciato con un’ascia.
Maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuale le accuse mosse all’uomo nel provvedimento restrittivo di natura cautelare eseguito dai carabinieri che hanno arrestato l’uomo. L’indagine ha preso il via alla fine del mese di agosto grazie alla chiamata fatta al 112 da parte del piccolo che segnalava che il padre stava percuotendo la madre.
L’intervento dei carabinieri ha rivelato una orribile vicenda: la donna da diversi anni era oggetto di gravi vessazioni che subiva anche davanti ai figli minori che non aveva mai denunciato per paura.
Paura vinta invece dal piccolo che ha trovato il coraggio di chiamare i carabinieri e porre fine alle violenze. Grazie a quella chiamata e agli approfondimenti investigativi dei carabinieri di Novellara è stata posta la parola fine all’illecita e grave condotta posta in essere dall’uomo ora finito in manette e ristretto in carcere.
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