Lukaku e una partita da brividi esaltano la Reggio nerazzurra
Il Sassuolo sfiora il colpaccio ma fisicità e tecnica sanciscono la vittoria dell’Inter Palloncini bianchi e ricordi commossi in memoria del patron neroverde Squinzi
È autunno, anche se ieri allo stadio si respirava aria di primavera, cadono le foglie e, con ritardo, pure le castagne. E cadono anche i tabù. Questo lo stato d’animo dei tanti tifosi dell’Inter che ieri si sono dati appuntamenti al Mapei Stadium. Sì, perché il Sassuolo si era ritagliata il ruolo di bestia nera dei nerazzurri, da ben 5 partite non perdeva e solo la Juventus poteva vantare una simile striscia positiva nei confronti dell’Inter. Che, a questo punto, pareggia anche il conto nei lunch-match, con tre successi a testa.
Già, perché per uno strano scherzo dei calendari, Inter-Sassuolo è una delle gare più proposte all’ora di pranzo. Quando nerazzurri e neroverdi s’incontrano, insomma, per una domenica i cappelletti vengono sacrificati sull’altare del pallone.
La chiamano “Pazza Inter” e a dispetto dei tentativi di Conte di cambiarle fisionomia, anche ieri è stata così. Ci vuole coraggio, ma tanto coraggio, per passare dal 4-1 con dominio totale ad un 4-3 con brividi nel finale e una squadra tutta sulla difensiva.
Merito anche di un Sassuolo svegliatosi tardi, ma che se non altro ha detto al mondo intero di stare dalla parte di De Zerbi. Se no avrebbe mollato del tutto dopo il rigore di Lautaro. Partita iniziata nel segno di Squinzi. Davvero bello l’applauso convinto di entrambe le tifoserie, (la cosa era scontata per i padroni di casa, non altrettanto per gli avversari, data anche la notoria simpatia milanista del patron nero verde recentemente scomparso) alla proiezione sullo schermo di un filmato commemorativo, mentre in suo onore bimbi facevano volare in cielo palloncini neroverdi e sulla curva destinata ai sostenitori di casa spuntava un mega ritratto e una scritta “uomo d’onore presidente illuminato”.
Per una volta anche il minuto di silenzio alla sua memoria è rispettato. Si comincia. Il colpo d’occhio è dei giorni importanti, anche se non c’è il tutto esaurito. Pochi spazi vuoti nella curva dell’Inter, qualcuno in più in quella del Sassuolo e, soprattutto, nelle file più basse dei distinti.
Pronti via e l’Inter, che gioca con una strana maglia color acqua marina già proposta a Barcellona, è subito in vantaggio con Lautaro, che poco dopo sfiora il raddoppio facendo balenare nei tifosi del Sassuolo lo spettro di un altro 0-7, dopo quello di 6 anni fa all’esordio in A. Ci penserà Berardi, su azione avviata da errato passaggio di Biraghi, a riportate le sorti in parità. La caratura delle squadre è diversa e si vede.
Se ne accorge anche il pubblico. Incessante l’incitamento della curva nerazzurra, più silente dall’altra parte. La squadra di Conte in avanti si appoggia allo strapotere fisico di Lukaku, che Peluso proprio non riesce a contenere e che si va a prendere il goal del 2-1. Solo nella ripresa De Zerbi correrà ai ripari, arretrandogli davanti Magnenelli. Discorso analogo per Martinez, che si guadagna il calcio di rigore numero uno.
E qua l’episodio più singolare della domenica. Con un tempismo eccezionale, mentre i giocatori del Sassuolo tentano invano di far recedere l’arbitro dalla decisione, un paracadutista plana sul terreno di gioco (ne riferiamo in modo approfondito a pagina 3). Ovviamente cinque inservienti, guidati da Monica Torreggiani, lo accompagnano fuori senza che lui opponga resistenza.
La ripresa fila via e Lautaro e Candreva sfiorano il poker, che arriva a un quarto d’ora dalla fine su rigore procurato da Barella. Qua la partita cambia volto. Per Conte, che al termine non parlerà perché febbricitante lasciando la parola al vice Stellini, l’Inter ha finito le energie.
Il Sassuolo rinvigorito anche dai cambi – non per niente le reti vengono dalla panchina – prova a riaprire il discorso trovando anche il sostegno del pubblico. Handanovic però toccherà il pallone con le mani solo in uscita alta al minuto 94, e così finisce 4-3. Come un memorabile, per chi c’era, Italia– Germania.
L’Inter tira un sospiro di sollievo, i suoi tanti sostenitori se ne vanno contenti, il Sassuolo mastica un po’ amaro per via di una gara interpretata alla meglio solo nello spezzone finale. Fuori nessun incidente, ma code chilometriche per smaltire il traffico. —
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