Gazzetta di Reggio

Reggio

Oltre 22.000 euro per riparare la fontana storica appena restaurata

Luciano Salsi
La fontana monumentale di Parco del Popolo
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La fontana monumentale di Parco del Popolo

reggio Emilia, il manufatto incastonato nel Parco del Popolo è già asciutto. Dal Comune: «Necessari interventi a cadenza periodica»

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REGGIO EMILIA. Dopo un solo anno dal restauro la bella fontana monumentale incastonata nel Parco del Popolo è di nuovo asciutta, in attesa che siano revisionati gli impianti meccanici ed elettrici e siano ripulite la vasca e le tubazioni. Il Comune ne ha disposto la manutenzione ordinaria con una determinazione firmata la settimana scorsa dall'architetto Massimo Magnani, dirigente del servizio Ingegneria e manutenzioni. Un tempo l'acqua sgorgava quasi sempre dalla sua sommità e nei rigidi inverni del passato la inghirlandava con fantastiche stalattiti e stalagmiti di ghiaccio. Ora si spera che almeno non condivida il triste destino dei variopinti zampilli quasi perennemente scomparsi sotto l'arida distesa di pietra di Luserna che sostituisce le vecchie aiuole davanti al Municipale.

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Il compito di detergerla, ripararla e rimetterla in funzione è stato affidato con una trattativa diretta alla ditta Incerti Rossano di Vezzano sul Crostolo abilitata al bando Mercato Elettronico. A tale scopo il Comune ha impegnato una spesa di 22.326 euro, corrispondente alla cifra richiesta dalla ditta affidataria di cui 2.145 euro sono destinati all'intervento sull'impianto d’illuminazione. La delicatezza della parte elettrica e dell'insieme dei nuovi impianti installati con il recente restauro comporta la necessità di sottoporre la fontana a una così frequente manutenzione. «L’acqua utilizzata – spiega il Comune – viene riciclata all’interno di un circuito idrico. Per questo occorre costantemente filtrarla e trattarla per trattenere le impurità che potrebbero ostruire l’impianto ed evitare formazione di incrostazioni, alghe o formazioni batteriche che ne possano compromettere i meccanismi. Perciò a cadenza periodica occorre eseguire una serie di controlli e operazioni per mantenere efficienti gli impianti e reintegrare i prodotti di consumo per la depurazione dell’acqua».

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La fontana è dedicata all'abate Giuseppe Ferrari Bonini, benefattore vissuto nel Settecento, caro al “polo giusto di Santa Croce”, il cui monumento sepolcrale si trova nella chiesa dei santi Giacomo e Filippo. Fu inaugurata il 22 novembre 1885, in coincidenza con la conclusione dei lavori di realizzazione dell’acquedotto cittadino. Tanto la fontana quanto l’acquedotto vennero eseguiti su commissione di Ulderico Levi, illustre politico reggiano. La fontana fu progettata dall'ingegnere Domenico Lanza. Le parti scultoree furono eseguite da Ilario Bedotti e dall'allievo Guglielmo Fornaciari. L'opera è costituita da una vasca circolare del diametro di 10 metri, con un’isola centrale rocciosa dalla quale prende forma un piedistallo con motivi vegetali a rilievo, tra cui alghe e canne palustri. Il piedistallo sorregge una seconda vasca di diametro inferiore, a forma di conchiglia sormontata, nella parte terminale dell’impianto, da una scultura di Tritone, divinità della mitologia greca antica, figlio di Poseidone dio del mare. Intorno al piedistallo sono posti tre putti, opera del Bedotti, intervallati da altrettanti medaglioni in pietra. I putti recavano in origine i simboli della Fama, della Storia e della Riconoscenza. Il putto raffigurante la Fama si caratterizzava per l’uso della tromba, ora scomparsa, ma intuibile per la posizione della mano vicino alla bocca.

 

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