Ventimila col fiato sospeso Il parà atterra in campo
Il fuoriprogramma nel primo tempo di Inter-Sassuolo al momento del rigore Prelevato dalla Digos. Poi si scusa: «Ho commesso degli errori, sono un pirla»
«Sono stato un pirla. Un grande pirla. Ho commesso troppi errori di valutazione». Il paracadutista 35enne milanese che ieri è atterrato al Mapei Stadium, nel bel mezzo della partita Sassuolo-Inter, è spaventato: non immaginava di suscitare un tale clamore mediatico. «Sono ancora scosso, ora me ne torno a casa dalla mia famiglia», ha dichiarato poche ore dopo l’accaduto. Mentre la cinquantina di paracadutisti della Bfu (la scuola di paracadutismo di Reggio Emilia, dov’è stato riaccompagnato dai poliziotti della Digos verso le 15) gli rivolgevano battute in lombardo e in veneto sull’impresa, il giovane si è fatto serio, nient’affatto fiero di aver attirato tutti gli occhi su di sé nell’assolata e placida domenica sacra al Dio pallone.
l’accaduto
L’impensabile si è verificato al 43° minuto del primo tempo del match, finito 3-4 per l’Inter. Il caso ha voluto che in quel momento, alle ore 13.15, il gioco fosse fermo: l’arbitro Magnarelli aveva appena fischiato il rigore per fallo di Marlon su Lautaro. Si stava discutendo del rigore, con Martinez e gli altri giocatori tutti spostati in una metà del campo, quando gli occhi dei 21.000 spettatori si sono soffermati su quel punto colorato che scendeva dal cielo nella porzione del rettangolo vuota. Un paracadutista – con tela blu, caschetto dello stesso colore e addosso una tuta alare nera – è sceso sul campo ed è atterrato dal lato della tribuna est, quella del Vandelli, a pochi metri dal cerchio del controcampo. Un atterraggio morbido: lo sconosciuto ha piegato le gambe, si è alzato e si è guardato intorno. Subito sono partite le urla dei tifosi increduli («Bravo!», «Sei grande!», «Facci vincere»), accompagnate da sventolio di sciarpe e da un lungo applauso. Tanto che, davanti alle aperte manifestazioni di apprezzamento, il paracadutista si è inchinato davanti a squadre e pubblico, mentre perfino il portiere dell’Inter si è avvicinato incuriosito. Il siparietto è durato pochi secondi perché subito sono accorsi due stewart che, raccogliendo la tela, hanno scortato il giovane verso l’uscita. Insieme agli addetti è accorsa Monica Torreggiani, storica segretaria della Reggiana che ora fa parte dello staff del Sassuolo.
Uscito velocemente di scena il gruppetto, l’attenzione è tornata sulla partita. Mentre lo sconosciuto è stato preso in consegna dalla polizia – sempre presente in modo massiccio al Mapei – e scortato negli uffici della Digos. Lì il 35enne è stato interrogato e ascoltato a lungo, spiegando che si è trattato di un errore e non di un gesto intenzionale. E solo a quel punto lo sportivo dev’essersi reso conto di averla combinata grossa, con la sua incursione in una partita clou dalle misure di sicurezza imponenti.
«È STATO UN ERRORE»
Al Campovolo, dopo una doccia, il 35enne ha spiegato di essere un habitué dei lanci. «Sono arrivato al Campovolo da solo, sabato. Ho saltato una volta sabato sera e un’altra volta stamattina, (ieri per chi legge, ndr)». Poi il lancio fatidico intorno alle 13: partendo sempre dal Campovolo insieme ad altri appassionati, provenienti da tutta Italia, si è gettato dall’aereo da 4.200 metri. «Stavo facendo delle manovre acrobatiche, che fanno parte di un allenamento particolare: una serie di avvitamenti sul mio asse. Quando ho finito di ruotarmi, per un attimo ho perso l’orientamento, quando ho aperto il paracadute ero già oltre l’autostrada. Troppo lontano, fuori traiettoria. Ho tentato di invertire la rotta ma ho capito subito che non sarei riuscito a tornare al punto di partenza. Ho guardato sotto e mi sono diretto verso il primo prato che pareva un posto sicuro. Quando ho realizzato che era uno stadio, era troppo tardi».
Per fortuna, ha proseguito il 35enne, «tutti i giocatori erano in fondo al campo, non c’era nessuno».
il caso diventa virale
Il video dell’atterraggio, filmato sia da diversi fotografi professionisti presenti al match sia da semplici spettatori con il cellulare, è rimbalzato sul web a una velocità impressionante, diventando virale. Solo su Youtube il filmato ha totalizzato oltre duemila visualizzazioni e centinaia di commenti. Come questo di un papà sugli spalti: «In trent’anni di stadio non avevo mai visto un paracadutista entrare in campo! Mio figlio che era a fianco a me lo aveva già individuato mentre scendeva, ma non pensavo entrasse».
«Guardi, anche per me è la prima volta. Mai capitata una cosa del genere in tanti anni. Non volevo disturbare nessuno. Giuro che la prossima volta starò più attento», è stato il mea culpa del 35enne. —
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