Codice Rosso: tra i nuovi reati la costrizione al matrimonio
reggio emilia. Il Codice Rosso per la prima volta punisce chi sfregia l’ex con l’acido o chi costringe al matrimonio (segno dei tempi e della società multiculturale). La legge n.69 del 19 luglio 2019 è stata definita «uno sprint per l’avvio del procedimento penale per alcuni reai» (tra gli altri maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale), al fine di adottare più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime.
La normativa insiste, non a caso, sulla tempistica veloce al fine di tutelare le vittime: la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisce immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale; il pm, se procede per i delitti di violenza domestica o di genere, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato deve assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato; gli atti d’indagine delegati dal pubblico ministero alla polizia giudiziaria devono avvenire senza ritardo.
La legge inserisce nel codice penale ben quattro nuovi reati. Primo, il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (il cosiddetto revenge porn), punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro; la pena si applica anche a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li diffonde a sua volta per provocare un danno agli interessati. E la condotta può essere commessa da chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, diffonde, senza il consenso delle persone interessate, immagini o video sessualmente espliciti, destinati a rimanere privati. La fattispecie è aggravata se i fatti sono commessi nell’ambito di una relazione affettiva, anche cessata, ovvero mediante l’impiego di strumenti informatici.
Secondo, il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, sanzionato con la reclusione da otto a 14 anni. Quando, per effetto del delitto in questione, si provoca la morte della vittima, la pena è l’ergastolo.
Terzo: il reato di costrizione o induzione al matrimonio, punito con la reclusione da uno a cinque anni. La fattispecie è aggravata quando il reato è commesso a danno di minori e si procede anche quando il fatto è commesso all’estero da o in danno di un cittadino italiano o di uno straniero residente in Italia.
Quarto la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, sanzionato con la detenzione da sei mesi a tre anni.
Per i reati “classici” di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo si accrescono le pene già previste, ma sono le aggravanti a pesare maggiormente sul conteggio finale.
Da notare che, per la violenza sessuale, viene concesso più tempo alla vittima per sporgere querela: dagli attuali sei mesi ad un anno. —
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