I bambini “nati dalla guerra” protagonisti al Binario 49
Viene inaugurata sabato la mostra fotografica dell’artista Sakher Almonem Dall’ex Jugoslavia a Reggio per raccontare quei ragazzi non riconosciuti dai padri
REGGIO EMILIA. Se c’è un aspetto che caratterizza la nostra città è il forte legame creato con i Paesi di tutto il mondo: tra gemellaggi e relazioni internazionali, Reggio si è sempre dimostrata attiva e collaborativa. Il rapporto con Sarajevo ne è un esempio, come dimostra l’istallazione della mostra “Breaking Free. Voci e storie dei bambini nati dalla guerra” dell’artista franco-siriano Sakher Almonem, che sabato alle 17.30 verrà inaugurata negli spazi del Binario 49, in via Turri.
L’evento è organizzato da Iscos Emilia Romagna e Forgotten Children Of War – associazione che si occupa delle persone vittime di violenze durante le guerre – con la collaborazione del Comune di Reggio e di numerose cooperative e associazioni.
MOSTRA FOTOGRAFICA
Con la dissoluzione della Jugoslavia iniziano i conflitti per l’indipendenza, in particolar modo il percorso fotografico ripercorre il dramma della guerra in Bosnia ed Erzegovina che, tra il 1992 e il 1995, non ha fatto vittime solamente a causa delle armi ma anche attraverso gli stupri, condizionando la vita delle donne e dei nascituri cosiddetti “illegittimi”.
Dopo l’esposizione a Sarajevo e a Vienna, la mostra arriva in anteprima nella nostra città, in uno dei luoghi simbolo di rinascita per noi, obiettivo comune di quei bambini, oramai adulti, che devono fare i conti con pregiudizi, discriminazioni e difficili realtà sociali. «Si tratta di racconti di vita difficili — spiega Andrea Cortesi, direttore di Iscos Emilia Romagna — La difficoltà non sta solo nell’atto della violenza ma anche nel suo frutto. Bambini innocenti che non hanno un cognome e spesso non sanno di essere figli di uomini brutali. La mostra fotografica è un espediente per liberarsi, uscire dall’ombra e togliere il velo del negazionismo. Questi giovani ventenni , che non sono stati riconosciuti dai padri e, come “vittime di guerra”, non godono pienamente dei propri diritti e la vita è più dura».
LA STORIA DI AJNA
All’inaugurazione interverrà Ajna Jusic, presidente dell’associazione Forgotten Children Of War, testimone diretta di questo dramma, la quale, dopo la sua visita, parlerà alle Nazioni Unite a New York in occasione della celebrazione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne in merito alle conseguenze meno visibili del conflitto balcanico. «Le fotografie che vedrete hanno una importanza speciale per noi bambini nati dalla guerra – ha raccontato – È la prima volta che alcuni di noi parlano apertamente della loro storia, mostrando il loro volto dopo una vita vissuta nell’ombra; hanno deciso di affrontare la comunità verso una società equa e non discriminante per loro e per le loro madri, che in un qualche modo sono sopravvissute».
ALTRE INIZIATIVE
A novembre sono inoltre previste la visita del sindaco di Sarajevo, Nedžad Ajnadžic, per rafforzare il rapporto con Reggio e parlare di nuove collaborazioni e scambi, e la conferenza per sensibilizzare i cireggiani sui temi dello sviluppo equo e socialmente inclusivo dal titolo “Agenda 2030: società pacifiche e inclusive e contrasto alla violenza sulle donne. Sempre!” che si terrà all’auditorium Simonazzi di via Turri. Dal 30 ottobre al 4 novembre Iscos e Cisl Emilia Romagna promuoveranno un viaggio della memoria verso la Bosnia Erzegovina, toccando le città del conflitto, mentre martedì 10 dicembre verrà proiettato al cinema Cristallo alle 20.30 il film “La pace fredda”. —
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