Affidi in Val d'Enza, la nuova responsabile dell'Unione: «Servizi sociali assediati e traumatizzati»
Monica Pedroni, subentrata a Federica Anghinolfi, ascoltata dalla Commissione d’inchiesta della Regione
REGGIO EMILIA. «Gli operatori sono stati particolarmente colpiti, l’attenzione mediatica ha comportato, rispetto all’utenza, l’inasprimento delle relazioni: un servizio che potrei definire sotto assedio, che ha subito azioni verbali e non solo. Stiamo quindi ricostruendo un ambito fortemente traumatizzato, che deve comunque proseguire nella sua attività. Stiamo riflettendo su quanto accaduto e come migliorare. Sulle singole responsabilità attendiamo invece le risultanze del procedimento in corso». La nuova responsabile del servizio sociale minori Unione Val d’Enza, Monica Pedroni (subentrata a Federica Anghinolfi, coinvolta nell’inchiesta reggiana “Angelo e Demoni”), è intervenuta alla Commissione speciale d’inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna, presieduta da Giuseppe Boschini.
SCONTRO SUI NUMERI
I consiglieri Michele Facci (Fdi) e Andrea Galli (Fi) le hanno chiesto che cosa non abbia funzionato a Bibbiano e per quale motivo nessuno sia intervenuto prima. «È la domanda – ha replicato Pedroni – che tutti ci facciamo. Dai dati in nostro possesso emerge indubbiamente un aumento dei casi di allontanamento dal 2014 al 2017, le statistiche non sono però preoccupanti, sui giornali leggiamo invece di cifre difficili da analizzare».
Dati contestati dallo stesso Facci e da Giancarlo Tagliaferri (Fdi). Il secondo, in particolare, ha spiegato, citando dei documenti ufficiali, che «nel 2015 c’erano 18 minori inseriti in struttura e nessuno in affido, mentre nel 2016 si passava a 33 in struttura e a 104 in affidamento: un aumento che ha coinciso con l’avvio della sperimentazione del secondo livello. Stesso trend per le spese: da 141mila euro nel 2015 a una previsione di 436mila euro per il secondo semestre 2018».
ONLUS DELLE POLEMICHE
Da Andrea Bertani e Silvia Piccinini dei Cinquestelle, oltre a Gabriele Delmonte (Lega), sono invece state chieste informazioni sui rapporti della struttura con organismi privati e quindi sui cambiamenti apportati. Pedroni, su questo tema, ha riferito che la onlus guidata da Foti, «in quel periodo era riconosciuta, relativamente alle competenze sulla materia, a livello nazionale». La relatrice ha poi spiegato che è stato attivato in questi mesi un programma rivolto alla formazione degli operatori, anche «su come scrivere in modo corretto le relazioni».
Paolo Calvano (Pd) e Silvia Prodi (Gruppo Misto) si sono invece soffermati sul tema dell’equipe di secondo livello (strutture provinciali, composte da esperti, in grado di aiutare gli assistenti sociali in casi particolarmente complessi), auspicandone il potenziamento, e sull’importanza di omogeneizzare sui territori i sistemi a tutela del minore. Pedroni ha confermato l’importanza di attivare equipe di secondo livello, riflettendo anche sull’opportunità di arrivare a linee guida comuni, nazionali, sul tema affidi. —
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