Biogas, a confronto comitati e istituzioni
Oggi è il giorno dell’incontro fra la Regione e gli agricoltori Sul piatto i pareri favorevoli dei tecnici e i timori dei residenti
reggio emilia. La disponibilità a un dialogo aperto, corretto e costruttivo, dichiarata da entrambe le parti, non è una garanzia di successo per l’incontro di oggi pomeriggio tra Paola Gazzolo, assessore alle politiche ambientali della Regione Emilia-Romagna, e il “Coordinamento provinciale dei comitati ambiente e salute” fondato dagli agricoltori contrari all’impianto di biometano che Iren vuole realizzare a Gavassa.
Ci saranno anche il vicesindaco di Reggio Emilia Alex Pratissoli e l’assessore comunale all’Ambiente, Carlotta Bonvicini, ma non sarà facile trovare la mediazione auspicata dai Verdi reggiani tra il categorico no dei contestatori e il parere favorevole espresso finora da enti locali, istituti di ricerca e forze produttive. Sul tavolo del confronto il Coordinamento porterà la forza delle manifestazioni in cui ha saputo coinvolgere i giovani aderenti al movimento Friday for future, settori importanti del sindacalismo e una parte rilevante dell’opinione pubblica.
Le scritte “No biogas” erano in primo piano nell’imponente corteo che ha attraversato il centro storico venerdì 27 settembre, in occasione del terzo sciopero globale contro il cambiamento climatico indetto da Greta Thunberg. Né si può negare la simpatia con cui tanti cittadini hanno assistito, lungo la circonvallazione, alle due rumorose sfilate di trattori, il 19 luglio e sabato scorso, concluse davanti al municipio con lo squadernamento degli striscioni e la declamazione degli slogan contro il biometano.
Infine i trattori si sono rimessi in moto domenica sera, cavalcati dagli agricoltori che hanno raggiunto a Bagnolo il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per dimostrargli la propria risoluta determinazione.
Sull’altro fronte della barricata la Regione, a cui spetta l’autorizzazione finale alla costruzione dell’impianto, può esibire l’esito della Conferenza dei servizi che ha raccolto i pareri favorevoli espressi dalle autorità sanitarie e di tutela dell’ambiente in merito al progetto di Iren, denominato Forsu-Biometano perché finalizzato alla trasformazione in gas naturale della “frazione organica del rifiuto solido urbano”.
A suo parere le consulenze scientifiche, in particolare una ricerca condotta nel 2015 dall’Istituto di microbiologia dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e dal Crpa (Centro di ricerche produzioni animali) con il supporto del Consorzio italiano biogas e dei consorzi di tutela del Parmigiano Reggiano e del Grana padano, consentono di smentire la paventata minaccia alla filiera del nostro formaggio tipico.
Gli agricoltori sostengono però che il compost derivante dall’impianto conterrebbe clostridi, cioè bacilli incompatibili con la concimazione dei prati da cui si ricava il foraggio. «Dalla ricerca – ribatte la Regione – emerge che è pari al 94,6% la percentuale media di abbattimento dei ceppi batterici alla fine del processo di compostaggio. La concentrazione di clostridi vi si attesta su valori in linea con quelli riscontrati nei letami bovini normalmente utilizzati per la concimazione dei terreni». —
L. S.
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