Condanna, 3 anni e 4 mesi per lo spacciatore tornato dopo l’espulsione
REGGIO EMILIA. Era stato bloccato – a fine settembre – in stazione a Sant’Ilario con venti panetti di hascisc (per complessivi due chili) destinati al mercato illegale di Reggio Emilia.
Da allora è in carcere il marocchino 33enne Youness El Achab con l’accusa non solo di spaccio di stupefacenti, ma anche per rientro illegale nel territorio dello Stato, visto che nel 2016 era stato espulso con l’accompagnamento coatto alla frontiera. Ieri per il nordafricano – difeso dal legale Alessandro Conti – è giunta una condanna non indifferente: 3 anni e 4 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 4mila euro di multa. La difesa aveva chiesto il minimo della pena e l’applicazione delle attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva (ben cinque i precedenti penali sempre per droga). Richieste accettate? Lo si saprà solo al deposito (fra 15 giorni) delle motivazioni della sentenza da parte del giudice Simone Devoto Medioli. Il processo si è tenuto con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo. Un procedimento decisamente segnato nell’esito, perché il 33enne, al momento del controllo, aveva con sè uno zaino da cui è saltato fuori un involucro, avvolto in pellicola trasparente, contenente venti panetti di hascisc con impressa la scritta “L9”, subito sequestrati insieme al cellulare di marca Samsung, ritenuto il mezzo per porre in essere l’attività illecita.
Conosciuto per i numerosi nomi fasulli usati, El Achab è considerato un fornitore professionista di droga, per «l’inserimento nella catena distributiva», che «gli consente di percepire i profitti per vivere». —
T.S.
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