Maltrattamenti, solo una maestra a giudizio
Alla 54enne revocato però il divieto di accesso nelle scuole. Il pm Salvi ha chiesto l’archiviazione per le altre due insegnanti
La posizione di due maestre che va verso l’archiviazione, mentre per l’unica insegnante indagata rimasta – una 54enne d’origine pugliese – è già stato chiesto il giudizio immediato dal sostituto procuratore Valentina Salvi che ha coordinato le indagini dei carabinieri.
Insomma, non sono mancati i colpi di scena nell’inchiesta arrivata alla chiusura che, inizialmente, aveva messo nel mirino tre maestre (due raggiunte da una misura cautelare, la terza indagata a piede libero) in forza alla scuola materna statale Spallanzani di Scandiano, accusate di maltrattamenti aggravati ai danni di minori.
Nel luglio scorso le due maestre a cui è stata applicata la misura cautelare – cioè il divieto d’accesso a ogni scuola materna e d’infanzia – si sono avvalse della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia. La mole notevole di atti d’indagine non ancora del tutto esaminati ed approfonditi ha consigliato il silenzio in aula (davanti al gip Luca Ramponi) alle due maestre.
Ma successivamente la maestra reggiana 56enne – difesa dal legale Noris Bucchi – ha reagito con un ricorso al Riesame di Bologna che ha valutato talmente in modo diverso la gravità indiziaria da annullare l’ordinanza del gip Giovanni Ghini nei suoi confronti. Sulla base di questo provvedimento, il pm Salvi ha ritenuto di richiedere l’archiviazione per la 56enne, unitamente alla posizione della maestra che non ha mai subìto misure restrittive.
È quindi rimasta in piedi solo la posizione della maestra 54enne che, in attesa del processo, ha deciso pure lei di farsi assistere dall’avvocato Bucchi.
Quest’ultimo una “mossa” l’ha già fatta, cioè la richiesta di revoca della misura restrittiva, incassando l’assenso del gip Andrea Rat che, essendo trascorsi diversi mesi, non ha ritenuto più necessarie le esigenze cautelari. Ma visto che è già stato richiesto dal pm Salvi il giudizio immediato per la sua assistita, il difensore dovrà ora decidere (entro pochi giorni) se puntare su un altro rito (cioè l’abbreviato che prevede uno sconto di pena di un terzo). Contattato dalla Gazzetta, l’avvocato Bucchi non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Nel decreto di giudizio immediato figurano – come parti lese – una dozzina di bambini della scuola materna scandianese. Le rispettive famiglie potrebbero costituirsi parte civile nel futuro procedimento.
Di sicuro lo faranno i genitori di una bimba che si sono già rivolti, in tal senso, all’avvocato Giuseppe Caldarola: «Da una sommaria lettura degli atti – commenta il legale – posso dire che è un’indagine ben fatta, con intercettazioni ambientali e filmati molto chiari che scacciano ogni equivoco».
Nell’ordinanza il gip Ghini spiega che i «maltrattamenti hanno una naturale proiezione nel tempo, tanto più qui, dove esprimono una scelta per così dire di principio, i bambini più o meno irrequieti vanno tenuti a bada costi quel che costi».
Poi il giudice ha allargato, descrivendolo minuziosamente, il concetto dei metodi educativi sopra le righe. —
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