Ora paga meno chi restaura meglio recuperare l’esistente
Iniziativa della giunta Daviddi per cercare di disincentivare le costruzioni ex novo per non andare a urbanizzare aree che ancora non lo sono
CASALGRANDE. Abbassare i contributi per chi non costruisce da zero a Casalgrande, così da spingere l’edilizia verso la riqualificazione degli spazi già esistenti. Punta a ridurre l’impatto di nuovo terreno, la scelta fatta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi.
Di recente il consiglio comunale ha approvato una delibera sulla “disciplina del contributo di costruzione” in cui si va a modificare parte del regolamento urbanistico. Con quel documento, «il Comune di Casalgrande ha scelto di ridurre il contributo di costruzione per incentivare la trasformazione urbana attraverso il riuso e la rigenerazione dei volumi esistenti, sia in ambito residenziale che produttivo».
Quando si costruisce un nuovo edificio o se ne ristruttura uno esistente, è necessario versare un contributo di costruzione all’amministrazione comunale di Casalgrande in cui sorge il terreno, così da sostenere i cosiddetti oneri di urbanizzazione. Casalgrande ha scelto di ridurre i costi per chi voglia riconvertire e riutilizzare strutture già esistenti. Ed in un territorio come quello casalgrandese, segnato da decenni di enorme crescita industriale, demografica ed edilizia, gli spazi da sistemare e usare non mancano, decisamente. In questo modo, si punta a ridurre il consumo di “nuovo” suolo in un’area dove appunto l’urbanizzazione ha già lasciato un segno pesante. Per arrivare a questa modifica, i tecnici comunali sono partiti dal nuovo regolamento regionale sulla disciplina del contributo di costruzione, diventa valido nel 2018.
«La Regione, con queste disposizioni, aveva lasciato la possibilità di intervenire sugli oneri di costruzione fino al 1 ottobre, con variazioni in aumento o in diminuzione. Il Comune ha deciso di intervenire in diminuzione in modo da incentivare non le nuove costruzioni, ma gli interventi di recupero delle aree urbanizzate già esistenti», spiegano dal Comune casalgrandese.—
Adr.Ar.
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