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Baldi Finance accende un faro sull’incarico in Borsa di Bio-on

Enrico Lorenzo Tidona
Baldi Finance accende un faro sull’incarico in Borsa di Bio-on

Due giorni fa la nomina dello studio reggiano in qualità di Nomad dal 29 ottobre Ieri lo scoppio dell’inchiesta sull’azienda di Bologna. Consulenti pronti allo stop

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«Non siamo noi il Nomad di Bio-on per ora. Non possiamo quindi esprimerci. Ma stiamo valutando il da farsi». Poche e stringate parole trapelano dallo studio Baldi & Partners di Reggio Emilia - estraneo all’inchiesta – dopo che il presidente del consiglio di amministrazione di Bio-on, Marco Astorri, è finito ieri agli arresti domiciliari, indagato insieme ad altri della società bolognese per reati come false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. Cosa c’entra Baldi? Nulla, salvo per una casualità. Lo studio reggiano, uno degli snodi più rilevanti nell’economia e nella finanza sia reggiana che nazionale, appena due giorni fa aveva ricevuto da Bio-on (impresa bolognese della bioplastica quotata all’Aim di Borsa Italiana) la comunicazione sulla nomina di Baldi Finance Spa quale Nominated Adviser, il cosiddetto Nomad, vale a dire il consulente durante la quotazione. Un incarico solo annunciato quindi e non ancora operativo, con decorrenza infatti 29 ottobre 2019, che in teoria dovrebbe vedere Baldi Finance subentrare ad Envent Capital Markets, attuale Nomad che ha seguito Bio-on nella quotazione a Piazza Affari.

Il condizionale però sembra ora d’obbligo vista l’inchiesta esplosa con fragore ieri mattina, che ha portato all’arresto del presidente di Bio-on proprio per reati legati al titolo in Borsa. Il 9 luglio del 2018 il titolo è arrivato a toccare i 70 euro, il suo massimo di sempre, attribuendo alla società una capitalizzazione monstre di 1,3 miliardi, tutta fondata sulle prospettive future della società e delle sue bioplastiche, crollando poi attorno ai 10 euro per azione. Un’altalena finita nel mirino della Guardia di Finanza e che ha portato poi alla misura cautelare.

Appresa la notizia, a Reggio sono scattate le contromisure. Baldi Finance, che nulla c’entra con l’inchiesta, ha effettuato un cda ieri mattina per capire quali misure adottare. Prima di tutto se dare inizio o meno all’incarico, che è ancora in mano a Envent Capital Markets. Anche perché, come annunciato ieri da Borsa Italiana, il titolo di Bio-on è stato subito sospeso.

Baldi Finance spa rappresenta il ramo della Baldi & Partners che si occupa anche di operazioni di quotazione sull’Aim Italia in qualità di consulente per chi sbarca nel mercato dedicato alle piccole e medie imprese. Un’esperienza accumulata in questi anni e consolidata. Proprio il rapporto eventuale con Bio-on sarà valutata da parte del presidente Carlo Baldi, dal vice Guido Prati e dagli altri soci che ieri si sono già riuniti una prima volta. Anche perché nell’annuncio del cambio del Nomad, contestualmente Bio-on aveva specificato in relazione alle necessità finanziarie per i prossimi 12 mesi a partire dal 1 luglio 2019 quantificate in 24 milioni di euro nella relazione semestrale consolidata al 30 giugno. Di questi «10 milioni saranno complessivamente resi disponibili dai soci fondatori Marco Astorri e Guido Cicognani» veniva riportato nella nota. Ora Astorri, Cicognani e Gianfranco Capodaglio (presidente del collegio sindacale) hanno ricevuto una misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche. —



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