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Pugni e bastonate contro l'autista dell'autobus, è già libero il 26enne senegalese

Elisa Pederzoli
Pugni e bastonate contro l'autista dell'autobus, è già libero il 26enne senegalese

Il giudice non ha convalidato l’arresto perché il senegalese non sarebbe stato preso in flagranza ma a 150 metri dal bus. La rabbia del conducente brutalmente aggredito: «Di certo tornerà, noi non possiamo difenderci».

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POVIGLIO. Era arrivato al capolinea, in piazzale Libertà a Viadana, e aveva qualche minuto di tempo per rifocillarsi prima di ripartire alla volta di Boretto. Ma l’autista del bus di Seta – Ciro Procopio 53 anni, napoletano di origine, da 20 anni a Reggio Emilia – è stato aggredito brutalmente da un senegalese che vive a Poviglio. È finito all’ospedale, mentre il giovane è stato arrestato. Ma il giudice non ha convalidato l’arresto, e ora il 26enne è già libero. «Sono sicuro che lo rifarà...», commenta sconfortato l’autista.

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L’episodio è avvenuto martedì intorno alle 15 a Viadana, nel Mantovano. «Avevo qualche minuto per fare pipì. Volevo chiudere l’autobus per poi ripartire. Invece è arrivato questo, che voleva salire subito e mi ha preso a male parole, chiamandomi “Ciccione di m...” e pronunciando altre offese», racconta. «Allora io ho preso il mio telefonino per chiamare i carabinieri e far sentire loro cosa mi diceva questa persona – va avanti –. Lui, per tutta risposta, mi ha preso il telefono e lo ha distrutto. Una volta giù dall’autobus, ha preso un ramo e mi ha colpito in testa».

Il giovane si è poi allontanato e, quando sono arrivati i carabinieri di Viadana, lo hanno trovato sotto il ponte del Po e arrestato per violenza, lesioni e interruzione di pubblico servizio. Ieri mattina, però, il giudice del tribunale di Mantova non ha convalidato l’arresto firmato dal pm Paola Reggiani perché il senegalese non sarebbe stato preso in flagranza di reato, ma a 150 metri dal bus.

L’autista, portato all’ospedale Olio Po, se la caverà con 7 giorni di prognosi. «Ma questo sono sicuro che tornerà. E io non posso neanche difendermi; se lo faccio perdo il lavoro. I carabinieri sono bravi, ma sono le leggi che vanno cambiate», dichiara.

Soltanto pochi giorni fa a Reggio, in via Makallé, sempre su un mezzo di Seta un autista è stato aggredito da un giovane straniero, poi fuggito, perché non lo faceva scendere fuori fermata.

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