«Affidi, sistema non deviato a Bibbiano deragliamenti»
Il punto della commissione d’inchiesta, al lavoro per stilare la relazione conclusiva «Ci sono responsabilità personali che saranno accertate dalla magistratura»
REGGIO EMILIA. In Emilia Romagna «non mi pare ci sia un sistema criminale o deviato, ma non mi sento di escludere che in Val d’Enza, come ci è stato segnalato anche in tante altre parti di Italia, non siano avvenuti fenomeni di deragliamento, dove si esce dalle ringhiere normative e organizzative che sono spesso fragili». E poi: «I fatti di Bibbiano li accerterà la magistratura e fanno riferimento a responsabilità individuali. Noi siamo una Commissione che non ha gli stessi poteri della magistratura». Così il presidente della Commissione speciale d’inchiesta, Giuseppe Boschini del Pd, fa il punto sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna. Venti le sedute, per oltre 60 ore di audizioni di amministratori, figure di garanzia, giuristi e sindacalisti, associazioni e comitati, famiglie affidatarie, genitori naturali e comunità d’accoglienza: un lavoro destinato a concludersi intorno al 6 novembre, quando la commissione metterà nero su bianco i risultati delle audizioni, stilando una relazione che entro il 24 novembre dovrebbe passare al vaglio dell’assemblea legislativa, raccogliendo «raccomandazioni» per il prossimo mandato.
LA POLITICA
Il giudizio finale assicura Boschini, «non sarà un’assoluzione» del sistema, «e neanche di noi stessi». La politica infatti «si è occupata troppo poco di minori». Ed è per questo che i commissari chiederanno una separazione di ruoli fra assistenti sociali che seguono le famiglia e coloro che eseguono i decreti dei giudici. Fra le richieste, una maggiore possibilità di contraddittorio per le famiglie d’origine dei minori e, soprattutto, più controllo su assistenti sociali impegnati sui casi più delicati. «I problemi ci sono e quando un sistema ha problemi è più facile che un singolo operatore possa deragliare», osserva Boschini.
I dati
I vertici della commissione, in sostanza, negano che lo scandalo possa travolgere l’intera regione. I dati più recenti, di fine 2017, dicono che ci sono 1.529 minori in affido, di cui 1.441 in comunità e 735 a famiglie diverse da quelle di origine. In tutto fuori famiglia ci sono 2.970 minori (in lieve calo negli ultimi anni), cioè 2,7 minori ogni 1.000 in regione. Un dato in linea con quello nazionale (2,7 per 1.000).
FOCUS VAL D’ENZA
In Val d’Enza, su circa 13mila minori, ce ne sono 47 in affido, in leggero calo negli ultimi anni: nel 2014 erano 25, 52 nel 2015 e 55 nel 2016. «Non c’è evidenza – dice Boschini – che dall’apertura del centro la Cura, quello della Hansel e Gretel nel 2016, abbia portato a un aumento degli affidi, c'è anzi un calo». E se è vero che Reggio sugli affidi ha i dati più alti della regione, «la Val d’Enza è sopra la media dell’Emilia-Romagna ma sotto quella della provincia».
Assistenti
Per Igor Taruffi, vicepresidente della commissione ed esponente di Sinistra Italiana, non ci sono dubbi. In Emilia Romagna «siamo nella media nazionale e in linea con i numeri di Veneto e Lombardia. Ma bisogna investire per potenziare il sistema pubblico». Il quadro a cui è arrivata la commissione parla anche di servizi spesso sotto organico e in alcuni casi con un deficit di formazione. Ma i commissari chiedono anche che ci sia un «secondo livello che dovrebbe supervisionare» quando gli operatori devono esprimersi su casi più problematici. «Quello di Bibbiano – dice l’altra vicepresidente, Raffaella Sensoli del M5s – sembra un sistema distorto, ma bisogna aspettare il giudizio della magistratura, soprattutto per avere chiarezza sulle procedure pubbliche utilizzate. Sicuramente sono emerse crepe in cui situazioni illecite si possono insinuare». I risultati della commissione non hanno mancato di accendere polemiche. In particolare da Lega, Fdi e Forza Italia, che hanno parlato esplicitamente di «sistema Bibbiano» giudicando la commissione «una farsa».—
E.Spa.
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