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cadelbosco sopra, il caso ex kis 

«Approvata la variante al Psc che consente l’insediamento»

A.V.
«Approvata la variante al Psc che consente l’insediamento»

Il sindaco diceva che il progetto ancora non c’è, Zani (opposizione) replica «Però lo conosce bene se ha adottato tutti i provvedimenti per favorirlo» 

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cadelbosco sopra. L’arrivo di una nuova industria ceramica nel sito dell’ex Kis, a Zurco, accende il dibattito politico a Cadelbosco Sopra. Dopo che il comitato “Aria Pulita” si è detto pronto a organizzare un incontro pubblico per chiedere lumi su un insediamento che ha già detto di non volere per il problema dell’inquinamento, è Marino Zani capogruppo di minoranza a prendere la parola in replica al sindaco Luigi Bellaria, che aveva voluto sottolineare come al momento da parte dell’amministrazione ci sia stato solo un ok alla bonifica del sito. E nessun progetto sia stato ancora presentato.

«Nel suo intervento il sindaco sbaglia la data: la convenzione è stata approvata dalla maggioranza nel consiglio del giorno 11 settembre, e non il 26. Ma ciò che più importa è il travisamento di quello che è stato il voto contrario della minoranza: non si è votato contro la bonifica di un’area degradata, ma bensì contro un accordo pubblico-privato fortemente orientato a favorire l’interesse di quest’ultimo, a scapito di salute e qualità della vita dei residenti» sono le parole di Zani.

«Se cittadini, comitati e consiglieri comunali poco conoscono di ciò che viene avanti relativamente all’area ex Kis, la responsabilità è tutta degli amministratori, i quali, ben lungi dal preoccuparsi di coinvolgere la cittadinanza, si sono viceversa preoccupati di favorire al massimo l’iniziativa del privato, modificando un indice urbanistico fondamentale e promuovendo una convenzione con il preciso intento di velocizzare al massimo gli iter di approvazione di un progetto, il tutto nel modo più riservato possibile» va avanti.

Zani spiega infatti che durante la seduta dell’11 settembre, è stata approvata una variante generale al Psc ed al Rue. «All’interno di questa copiosa documentazione era collocata, senza alcuna particolare evidenza, una variazione della norma che limita la massima altezza degli edifici. La variante approvata quella sera consente di raggiungere con gli edifici l’altezza di 30 metri. Questa piccola variazione, in apparenza poco significativa, in realtà si è rivelata di fondamentale importanza per quanto si vedrà in seguito: nella stessa seduta la maggioranza ha proceduto ad approvare anche lo schema di convenzione per la bonifica nel sito ex Kis. Guarda caso, si è poi appreso che tale nuovo stabilimento dovrebbe contenere apparecchiature che per funzionare hanno bisogno di strutture alte quasi 30 metri» fa notare. «Se il sindaco sostiene che il progetto definitivo non era ancora noto, viene spontaneo obiettare che comunque l’Amministrazione lo conosceva a sufficienza per adottare tutti i provvedimenti possibili per favorirlo. Appare quindi grottesco che il sindaco accusi qualcuno di parlare senza conoscere, quando è lui stesso il principale responsabile di questo mancato coinvolgimento» conclude. —

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