«Dati attesi L’obiettivo è incentivare l’adesione»
san martino. «Aspettavamo questi dati perché il rapporto con il Comune non si esauriva con l’atto della riformulazione, ma è uno scambio reciproco di saperi e di studio – spiegano Luca Bonacini e Manuel Reverberi, dottori in Economia e politiche pubbliche alla facoltà di Economia “Marco Biagi” dell’Unimore –. I dati sull’incremento delle dichiarazioni Isee nelle fasce di reddito medio basse, ci dicono che i “colli di bottiglia” che disincentivano la partecipazione da parte delle famiglie meno abbienti sono tre: il peso dei costi, il coniugare gli orari del servizio con quelli del lavoro, la sensibilizzazione. Si è lavorato su tutti i fronti e nel lungo periodo i risultati saranno sensibili».
Bonacini e Reverberi, autori dello studio e della ricerca che ha dato vita alla riforma sammartinese, affermano: «È importante che la politica si preoccupi di incentivare la partecipazione a questi servizi da parte di tutti. Soprattutto considerando lo stato di pietrificazione sociale in cui sta stagnando il nostro paese».
E rivelano le basi del loro studio: «Il rapporto Ocse 2018 dal quale emerge che l’educazione deve essere accessibile a tutti gli individui indipendentemente dal proprio background familiare e deve permettere loro l’acquisizione degli strumenti propedeutici allo sviluppo della propria sfera interpersonale. Poi lo studio di Ferreira e Gignoux, (2008) e la teoria economica moderna, fondata sulla pietra miliare di Heckman e Masterov (2007)». —
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