Dottoressa senza più il posto si scatenano dubbi e proteste
Tiene banco il caso di Serena Zanni che l’Ausl ha comunicato di sostituire con un collega, dal 31 ottobre E l’Azienda continua a tacere
rubiera. Allontanata? Rimossa? Licenziata? Nessuno, in paese, ha ancora una risposta visto che l’Azienda sanitaria reggiana si trincera, ancora, dietro il “no comment”. Ma l’argomento che da ventiquattro ore tiene banco – e non solo sulle pagina Facebook “Sei di Rubiera se” – è l’annuncio, improvviso, della sostituzione del medico di base Serena Zanni con il collega Debbi a partire dal 31 ottobre. Comunicazione arrivata, nei giorni scorsi, a numerosi, ma non a tutti, pazienti della dottoressa, con una lettera inviata direttamente dall’Ausl. Si tratta quindi di una comunicazione ufficiale che ha scatenato dubbi, proteste, polemiche e sospetti ma – per il momento – nessun chiarimento ufficiale. E dunque il paese mormora. Sono molti, forse la maggioranza, quelli che utilizzando la pagina sociale per annunciare l’intenzione di non cambiare, per nessuna ragione al mondo, la dottoressa «brava e sensibile». Molti anche quelli che sostengono di aver parlato direttamente con lei e di essere stati rassicurati. «La dottoressa mi ha mandato un sms – scrive uno dei pazienti – nel quale mi diceva che non è vero niente quello che dicono. Anzi mi ha pure detto che arriverà la lettera e di considerarla nulla, perché non e vero che se ne va».
Altri però non la pensano così. «Secondo il mio parere e purtroppo la mia esperienza penso che l’Asl abbia aspettato anche troppo. Poi non aggiungo altro che è meglio» scrive una donna. E un’altra: «Alla prima occasione (cioè appena si è liberato un altro medico) io e mio marito abbiamo cambiato entrambi. Non entro nel merito dei motivi che ci hanno portato alla scelta, ma penso che la Asl avrà avuto segnalazioni, avrà fatto le sue indagini e avrà preso una decisione per il bene della comunità».
Dunque, che è accaduto per indurre l’Ausl a una scelta così drastica e inedita? Di sicuro qualcosa di più si potrà capire a breve, visto che la vicenda della dottoressa di Rubiera e dell’Ausl arriverà in un aula di tribunale. —
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