Gara di solidarietà per rifare il sagrato della Chiesa Nova
L’idea è l’acquisto simbolico di ogni singolo mattone Proposta della Vecchia Montecchio, la prima a contribuire
MONTECCHIO. Viene lanciata, in questi giorni dedicati alla 890esima edizione della “Fiera di San Simone”, l’idea del ripristino del sagrato della seicentesca Chiesa Nova di Montecchio.
Lo spunto nasce dalla volontà dell’associazione culturale “La Vecchia Montecchio”, diretta da Franco Friggeri, di compiere un ultimo sforzo a favore della tutela del patrimonio della città capodistretto della Val d’Enza. Tanti gli interventi che in questi oltre 25 anni di storia, hanno contraddistinto il cammino di questa onlus che ha nella sua missione, il mantenere il patrimonio artistico e culturale di Montecchio.
Si pensava che l’aver ridato voce alle campane e all’orologio fosse già un intervento fuori dalla portata di un gruppo di volontari la cui unica fonte si sostentamento sono le raccolte di denaro compiute durante i dieci mercatini dell’antiquariato che si tengono ogni quarta domenica del mese, eccetto luglio e agosto.
Invece, quei volontari, dopo aver svolto un lavoro da autentiche formiche, hanno voglia di alzare l’asticella verso un obiettivo che da soli, non potranno certamente vedere realizzato: il ripristino dell’ormai fatiscente sagrato della chiesa costruita dalla Confraternita del Suffragio nel 1618, che venne però aperta al culto solo nel 1634. L’intento della Vecchia Montecchio, già partito da mesi con l’espletamento della burocrazia, consentirà la partenza dei lavori per inizio 2020 ma dovrà, giocoforza, coinvolgere attività commerciali e privati cittadini per vedersi realizzare.
La cifra stanziata dall’associazione, che ha già avuto il benestare dalle Belle Arti attraverso l’ottimo lavoro svolto da uno studio di architettura di Reggio, è inferiore a quanto richiesto per la consegna del sagrato finito. Ecco che allora verrà lanciata una sorta di sottoscrizione, attraverso la quale sarà possibile acquistare simbolicamente un singolo mattone e godere anche del beneficio fiscale della donazione.
A breve, l’associazione fornirà i dettagli attraverso un incontro pubblico aperto alla cittadinanza nel quale spiegherà l’intervento che porterà a termine e come fare rete per ottenere il risultato finale. —
Alessandro Zelioli
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