Nuove tariffe al Nido Ora per l’iscrizione è salito il numero di chi presenta l’Isee
Dichiarazioni dal 55% al 67%. Il sindaco: «Servizio più equo» La riforma si è avvalsa di uno studio di ricercatori di Unimore
SAN MARTINO. Aumentano le famiglie che, per accedere al servizio di asilo nido comunale con le nuove tariffe, hanno presentato l’Isee. In seguito alla riforma del sistema tariffario dei servizi all’infanzia comunali 0-3 anni, anticipata dalla Gazzetta il 14 maggio scorso, l’amministrazione locale ha reso infatti noto che è stato registrato un incremento, soprattutto nella fascia di reddito più basso, del numero di famiglie che hanno presentato la dichiarazione: ciò ha reso loro possibile usufruire di rette rese più conformi a un principio di equità sociale.
Per il sindaco Paolo Fuccio e l’assessore alla Scuola, Matteo Panari, che hanno voluto fortemente questa riforma avvalendosi, tra l’altro, dell’innovativa sinergia con i ricercatori di Unimore, già questo è un successo.
Ad accrescere i benefici per le famiglie, alleggerendo ulteriormente la pressione su quelle a reddito medio basso, per le spese su servizi fondamentali come quelli destinati ai più piccoli, si aggiungono ora anche i finanziamenti regionali.
Con la delibera chiamata “Al nido con la Regione” la Giunta regionale di Stefano Bonaccini ha messo, infatti, a disposizione dei Comuni emilianoromagnoli 18 milioni per abbattere o azzerare le rette dei nidi.
La riduzione delle rette interessa i nuclei familiari con un Isee massimo di 26 mila euro. A San Martino sono stati destinati 42mila euro. Il provvedimento comunale è stato dunque ulteriormente modificato, preservando il principio della progressività fiscale reintrodotto con la riforma di primavera.
«Tutti i Comuni hanno ricevuto i finanziamenti dalla Regione per abbattere le rette – ha spiegato Panari –. La differenza è che il nostro è un sistema di tariffazione a fasce sul quale, tra l’altro, la primavera scorsa, abbiamo ripristinato la progressività fiscale: dunque i finanziamenti regionali, mantenendo la finalità del provvedimento ovvero l’abbattimento delle rette per Isee fino a 26mila euro, sono stati spalmati mantenendo intatto tale principio di progressività fiscale. Non possiamo, infatti, mettere sullo stesso piano chi ha un Isee a 26mila euro con chi ne ha uno a 11mila».
le iscrizioni
A fronte dell’applicazione della nuova tariffazione, approvata dalla Giunta comunale a primavera, l’estate ha visto praticamente inalterato il numero delle iscrizioni.
Ma con una prima conferma positiva: scaduto il termine del 30 settembre per la presentazione Isee, i dati mostrano un incremento del numero di famiglie che hanno fornito questo documento rispetto all’anno precedente.
L’anno scorso su un totale di 69 famiglie solo 38 avevano presentato l’Isee (pari al 55%). Ora, invece, sono 45 famiglie su 67 (pari al 67%). Un incremento poi che si nota soprattutto distribuito e presente nelle fasce medio e basse (inferiori ai 26mila euro).
«obiettivo centrato»
«Questi dati ulteriori mostrano che la riformulazione ha fatto centro – dicono in una nota il sindaco Paolo Fuccio e l’assessore alla Scuola Matteo Panari –. Ora più famiglie dell’anno scorso vivono il servizio nel modo giusto che, per noi, significa non come un peso economico difficile da sostenere, ma necessario perché non si sa dove piazzare il bambino, ma come un’opportunità di crescita e formazione per il bambino che certo ha un costo, che si adatta, però, in maniera più giusta alle possibilità della famiglia».
E aggiungono: «Abbiamo fatto un passo avanti perché il sevizio non sia un privilegio, ma un aiuto alle famiglie e un momento di crescita formativa universale, cioè nelle possibilità di tutti. Oggi più di ieri. È la nostra idea di servizio». La riforma delle rette del servizio nido di San Martino aveva visto un articolato iter di ricerca e approfondimento, che, tra gli altri, si era avvalsa dello studio dei ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Luca Bonacini e Manuel Reverberi. Lo studio presentava una proposta di tariffazione che, perseguendo principi di equità sociale e universalismo, mirava ad ampliare la platea dei possibili utenti al servizio.
«La Giunta si è avvalsa di uno strumento scientificamente garantito e solido – commenta Panari – Sono felice di questa collaborazione, che potrà riproporsi in futuro: è molto importante che ci sia. L’amministrazione non vuole essere autosufficiente e per questo mette a disposizione degli accademici i propri dati: una contaminazione fruttuosa per entrambi». —
M.F.
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