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Reggio Emilia, tra fango e acquitrini parcheggiare alla Mediopadana è una vergogna

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, tra fango e acquitrini parcheggiare alla Mediopadana è una vergogna

Uno spettacolo indecoroso che con la pioggia dà il peggio di sè, mentre si aspetta l’inizio dei lavori più volte annunciato  

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REGGO EMILIA. Un milione e mezzo di viaggiatori all’anno e tre milioni di scarpe da buttare. Chi ha frequentato negli ultimi mesi la stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia o si è attrezzato con le galosce o ha fatto la fortuna di calzolai e negozi di abbigliamento: gran parte dell’area provvisoriamente destinata ai parcheggi, infatti, diventa praticamente e sistematicamente ad ogni goccia di pioggia una palude fangosa.

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Bastano due gocce di umido a un chilometro di distanza perché la terra sulla quale devono sostare le auto dei pendolari si trasformi in fango melmoso che, in caso di pioggia come ieri, diventa una gigantesca pozzanghera. Così i poveri viaggiatori devono scegliere: arrivare agli appuntamenti di lavoro o dai parenti sporchi come se avessero affrontato un safari, perdere mezz’ora a cercare un parcheggio che non c’è o lasciare l’auto nei luoghi più improbabili, rischiando una multa salata o la rimozione del mezzo.

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Uno spettacolo indecoroso – sia il fango che la sosta selvaggia – che si presenta ogni giorno davanti a una media di 4.100 pendolari. I quali, di certo, non si porteranno dietro un bel ricordo di Reggio Emilia. Una vergogna che fa infuriare i reggiani soprattutto perché fino ad oggi la Mediopadana è sempre stata, fin dalla sua inaugurazione, una gigantesca opportunità mai sfruttata. Una stazione progettata da un archistar come Calatrava, con un afflusso immenso di potenziali turisti o lavoratori, ma che offre al viaggiatore poco o nulla.

Una mappa interattiva della provincia che spesso si rompe, totale mancanza di un bancomat, indicazioni turistiche assenti o risalenti a eventi terminati anni fa, un parcheggio a pagamento privato giudicato dalla stessa Rfi “irregolare” ma tollerato per mesi e nessuna possibilità di passare il tempo, fatta eccezione per un tabaccaio e un bar. Utili, senza dubbio, ma decisamente troppo poco. La fanghiglia davanti alla stazione è solo la perfetta sintesi di questa dicotomia.

Tornando ai parcheggi il progetto di ampliamento e riqualificazione dell'area dovrebbe - dopo numerosi ritardi il condizionale è d'obbligo - partire entro novembre per poi concludersi nel settembre del 2020. Si passerà a un totale di 1.200 stalli controllati e videosorvegliati e, nel medesimo periodo, dovrebbe prendere il via anche il servizio navetta da e verso i parcheggi della Fiera con frequenza di 15 minuti, dalle 6 del mattino fino alla mezzanotte.

Nell’attesa che tutto ciò si realizzi i viaggiatori continuano a vivere nel fango e molti di loro, probabilmente, avranno per sempre un’idea rovinata di Reggio Emilia. Perché, com’è consuetudine dire, “fatti il nome e mettiti in piazza”.

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