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Rissa tra spacciatori, spunta un coltello L’arrestato è accusato di tentato omicidio

Ambra Prati
Rissa tra spacciatori, spunta un coltello L’arrestato è accusato di tentato omicidio

Denunciate sei persone, tutte con precedenti. In manette un 42enne tunisino dopo una fuga all’interno del pronto soccorso

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Ci sarebbe una contesa per la piazza dello spaccio in zona stazione all’origine della violenta rissa tra tunisini – a suon di spintoni e una coltellata – scoppiata in via Paradisi, dove solo per miracolo non c’è scappato il morto. Un regolamento di conti: questa l’ipotesi più accreditata. Il bilancio della guerriglia urbana è stato di sei feriti (quattro uomini tunisini e due donne): uno di questi, un 34enne irregolare, è rimasto a terra con un profondo taglio alla gola che ha sfiorato la giugulare. Quando un’ora dopo l’accoltellatore, immortalato dalle telecamere, si è presentato al pronto soccorso è stato bloccato a fatica dai poliziotti della Squadra Volante: Moncef Abidi, tunisino 42enne, è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e denunciato per tentato omicidio, rissa aggravata e lesioni aggravate. Denunciati per rissa gli altri personaggi del contesto degradato.

Era passato un quarto d’ora dalla mezzanotte tra mercoledì e giovedì quando alla centrale operativa della Questura è arrivata la segnalazione di una rissa in corso tra stranieri in via Paradisi. Sul posto sono accorse a sirene spiegate tre pattuglie delle Volanti, che hanno provocato un fuggi fuggi generale. Sull’asfalto è rimasta una coppia: un uomo riverso che perdeva copiosamente sangue dal collo, poi identificato nel 34enne, con accanto la compagna, una marocchina di 38 anni residente in città, con precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio. Il ferito è stato trasportato al Santa Maria Nuova, dove dopo la sutura è stato trattenuto in osservazione con una prognosi di 15 giorni.

Nel frattempo, visionando i filmati della videosorveglianza – dove si vede una donna con in braccio un bambino e un inseguimento tra due persone che si staccano dal gruppo – i poliziotti hanno ricostruito la rissa. Tra i partecipanti è stato individuato, con in mano un oggetto appuntito – un coltello, che però non è stato trovato – Moncef Abidi, avvistato poco dopo in stazione: ma l’uomo è riuscito a sfuggire alla cattura, facendo perdere le proprie tracce.

Gli agenti si sono recati al pronto soccorso, dove il personale sanitario ha segnalato l’accesso al triage di diverse persone con lesioni riconducibili a una colluttazione violenta. Lì sono stati rintracciati un tunisino 38enne clandestino, medicato per un taglio al polso e dimesso con una prognosi di 14 giorni, e una italiana 28enne senza fissa dimora e con precedenti per reati contro la persona, con una ferita all’orecchio. All’1.30 i poliziotti hanno notato, in sala d’attesa, la presenza di Moncef Abidi, che alla vista delle divise ha opposto resistenza e ha tentato di nuovo la fuga. Il 34enne è scappato all’esterno dell’ospedale, tallonato dagli agenti: un primo poliziotto lo ha atterrato facendolo cadere tra la vegetazione, ma il fuggiasco ha proseguito la corsa, bloccato dal secondo agente che è riuscito ad immobilizzarlo e ammanettarlo. Nella colluttazione uno dei due agenti ha rimediato un colpo alla spalla, guaribile in sette giorni. Poiché per resistenza e lesioni c’era la flagranza, Abidi è stato arrestato e solo denunciato per l’accusa più grave, il tentato omicidio: gli inquirenti ritengono che il fendente avrebbe potuto avere conseguenze mortali, anche se la vittima è fuori pericolo.

Abidi è un vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e della cronaca, dove compare fin dal 2006. Negli ultimi 13 anni il 42enne si è macchiato di rapine, lite a bottigliate, spaccio di droga (hascisc ed eroina), una serie di furti (uno addirittura nella canonica di via Torricelli) e un episodio simile nel 2013, quando durante una rissa in piazzale Marconi Abidi, inseguito dai connazionali, si rifugiò in un kebab di via Emilia San Pietro. —



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