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Dottoressa allontanata, l’Ausl cala la scure

Il cartello affisso sulla porta dello studio della dottoressa Serena Zanni
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Il cartello affisso sulla porta dello studio della dottoressa Serena Zanni

Rubiera, con una nota l’azienda conferma lo stop del rapporto di lavoro. Ma sulla porta dello studio compare un cartello: «Io resto»

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RUBIERA. Botta e risposta. O meglio, un cartello dal tono rassicurante, affisso sulla porta dello studio, in via Emila Ovest, della dottoressa Serena Zanni nel quale la professionista ribadisce di «non andare via» e immediatamente dopo una nota ufficiale dell’Azienda sanitaria reggiana, firmato dal servizio affari legali, che invece dice “no”, la dottoressa a partire dal 31 ottobre non praticherà più. Stop. Anche se le motivazioni di un provvedimento tanto drastico e inedito, restano “top secret”, sul futuro di Serena Zanni come medico di medicina generale, si addensano nubi burrascose.

La nuova puntata della vicenda che vede protagonista la dottoressa di Rubiera, molti pazienti (quasi tutti avvertiti per lettera, nei giorni scorsi, dall’Ausl della sostituzione in corsa del medico di base), in tanti soddisfatti alcuni dubbiosi, parte con il cartello comparso, ieri, sulla porta dell’ambulatorio: “La dottoressa Zanni non va via – recita la scritta con caratteri grandi e chiari – Non è necessario cambiare medico, non date retta alle voci: vado in pensione tra vent’anni”. E dopo la battuta di spirito la firma e il numero di cellulare.


Dunque, pazienti rassicurati: il servizio continuerà. E invece no. Perché è l’Ausl a mettere un punto fermo, con una nota. «Si ribadisce l’autenticità della comunicazione inviata nei giorni scorsi dal Distretto di Scandiano a tutti i pazienti della dottoressa Zanni – scrive il servizio legale dell’Azienda – Si precisa, inoltre, che la delibera del direttore generale con cui è stata risolta la convenzione con la dottoressa, a far data dal 31 ottobre, è un atto dovuto e non discrezionale, in esecuzione di quanto disposto dal collegio arbitrale previsto dall’Art. 30 dell’Accordo collettivo nazionale, per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale».

«Il collegio arbitrale – prosegue la comunicazione – è un organo paritetico, composto da componenti di parte pubblica, nominati dall’assessorato regionale alla Sanità e da componenti di parte medica, designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, che si esprime in merito alle sanzioni da erogare per le violazioni di maggiore gravità dell’Accordo collettivo nazionale. Nel caso in oggetto – conclude la nota – il collegio arbitrale ha depositato la decisione in data 2 ottobre scorso disponendo, come sanzione, la revoca della convenzione nei confronti della dottoressa Zanni. L’Azienda sanitaria ha conseguentemente provveduto a darvi esecuzione».

Dunque, la decisione è presa e difficilmente la professionista potrà restare oltre il termine fissato dal collegio arbitrale. Si vedrà cosa accadrà quando la vicenda arriverà davanti a un giudice, come ha annunciato nei giorni scorsi, l’avvocato di Zanni, Giovanni Marseglia: «A giorni si svolgerà un’ udienza davanti al giudice di Pace. In quella sede la mia assistita avrà modo di esporre le sue ragioni».

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