Gazzetta di Reggio

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IL BANDO WELCOM 

Due nuovi progetti per prevenire situazioni di disagio

R.F.

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REGGIO EMILIA. Promuovere la tutela e i legami sociali per prevenire situazioni di disagio e fragilità è il filo conduttore dei due nuovi progetti del bando WelCom della Fondazione Manodori, che si rivolge in particolare ai cittadini più vulnerabili e che vivono in una situazione economica instabile.

I progetti fino ad ora avviati hanno visto un investimento di 800mila euro, andando ad individuare servizi innovativi che siano in grado di incidere sulla qualità della vita dei fruitori.

Il bando WelCom nelle intenzioni della Fondazione deve mirare a progettare e gestire in modo condiviso una serie di attività che rispondano ad un contesto sociale in costante mutazione.

I due progetti che saranno realizzati in base al bando della Fondazione sono il frutto di un lavoro comune di un’ampia rete di soggetti pubblici e privati coinvolti.

Il primo progetto realizzato da Federconsumatori, Comune, cooperativa sociale Coress, Adiconsum Emilia Centrale (Cisl), Ancescao (Centri sociali) Tiwi e Spi Cgil, è dedicato ai nuclei familiari, per aiutarli nella gestione consapevole del bilancio e dei consumi domestici. Le utenze possono infatti trasformarsi in una serie infinita di contratti e scadenze e incombenze burocratiche di difficile gestione, che possono indurre a uno scarso controllo, arrivando in alcuni casi anche a situazioni di indebitamento. L’obiettivo del progetto è quello di orientare e informare i cittadini dotandoli di maggiori conoscenze per una corretta gestione del bilancio familiare e delle utenze.

Il secondo progetto è realizzato da cooperativa sociale Progetto Crescere, consorzio Oscar Romero, centro sociale Papa Giovanni XXIII, Associazione culturale Cinqueminuti, Fondazione Mondinsieme, associazione Nuovamente, cooperativa sociale Rigenera, Asp Città delle persone, Acer, Impact Hub e Legacoop. In questo caso l’obiettivo è quello di rifondare e ricostruire i legami sociali e i rapporti di comunità e solidarietà. L’intento è di sperimentare nuove forme di vicinato e di portierato sociale e di quartiere per aiutare le persone fragili o chi rischia di diventarlo proprio perché privo di un tessuto di relazioni familiari e sociali su cui fare affidamento. Un problema che diventa particolarmente sentito nelle città e nella popolazione anziana e tra chi vive situazioni di malattia e disabilità e per i cittadini stranieri. —

R.F.

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