Il biometano non si ferma Cantiere sempre più vicino
Iren e i sindaci di Reggio, Correggio e San Martino hanno ufficializzato il progetto Impianto da 54 milioni di euro ma «in bolletta nessun risparmio significativo»
Forsu, forse, sì. L’impianto Iren a Gavassa si fa. È finito il tempo delle chiacchiere, del confronto anche animato e delle polemiche con i comitati ambientalisti e con i produttori agricoli e i residenti di Gavassa, Prato e Gazzata, da sempre contrari al progetto. L’impianto “Forsu - Biometano” che trasformerà i rifiuti organici, gli sfalci verdi e le potature prodotti nelle province di Reggio e Parma in circa 9 milioni di metri cubi di biometano e in 53mila tonnellate di compost sarà pronto entro metà 2022. La realizzazione dell’impianto, che richiederà un investimento di 54 milioni di euro, è tutta a carico di Iren, e cioè di chi paga le bollette, e partirà a primavera 2020 per concludersi dopo 18 mesi di cantiere. A dire ieri, nel corso di una conferenza stampa al Tecnopolo, che «siamo all’epilogo del percorso politico e amministrativo», sono stati Luca Vecchi, Ilenia Malavasi e Paolo Fuccio, i sindaci di Reggio, Correggio e San Martino in Rio (i tre Comuni coinvolti), affiancati dall’amministratore delegato di Iren Ambiente, Roberto Paterlini.
l’impianto
Sarà un impianto molto diverso da quello inizialmente pensato e progettato. E in questo caso il confronto con la parte dei cittadini contrari, sfociato la scorsa settimana in una “trattorata di protesta”, ha probabilmente convinto Iren e gli amministratori comunali a rivedere le opzioni iniziali e ridurre l’impatto dell’impianto sul territorio circostante. Questo elemento, assieme al fatto che la racconta differenziata nel Comune di Reggio viaggia oltre l’80% (con un raddoppio in 20 anni), ha fatto sì che l’impianto di Gavassa sia diverso.
Si sono ridotte le sue dimensioni mentre il traffico per il trasferimento di 80mila tonnellate di rifiuti è stato stimato in 20 camion al giorno. Inoltre una volta terminati i lavori, i 60 ettari che oggi figurano sulle carte urbanistiche come area produttiva torneranno a essere terreno agricolo. Da ultimo in base all’accordo di autolimitazione firmato da Iren e i tre Comuni, il nuovo impianto in grado lavorare 100mila tonnellate di materiale l’anno trasformerà solo i rifiuti di Reggio e Parma e non quelli di Piacenza come era previsto.
le previsioni
La previsione è che ogni anno entrino nel “Forsu - Biometano” di Gavassa dalle 80 alle 85 mila tonnellate di rifiuti e che ne esca, senza l’immissione di biossido di carbonio, una quantità di biometano in grado di garantire il riscaldamento domestico di circa 10mila famiglie o di alimentare 190 autobus. Le tonnellate di compost che non saranno utilizzate nella nostra provincia, finiranno alle aziende florovivaistiche della Romagna.
Dati che non basteranno a smorzare le polemiche ma che hanno fatto dire ai tre sindaci che «si tratta del più imponente investimento per lo sviluppo dell’economia circolare e per contrastare il cambiamento climatico mai fatto nella nostra provincia».
Le bollette, invece, non risentiranno dei vantaggi economici dal nuovo impianto. A dirlo è l’ad di Iren Ambiente, che ha spiegato come «oggi per trasportare e trasformare i nostri rifiuti fuori provincia la spesa oscilla dai 100 ai 130 euro a tonnellata. Con il nuovo impianto il costo scenderà a 80 euro a tonnellata». Il vantaggio vero, ha concluso, «lo avremo nell’autonomia e nell’autosufficienza e non mi aspetto nella bolletta un risparmio significativo», garantendo «che l’accordo che limita la quantità legata ai soli rifiuti di Reggio e Parma è permanente». —
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