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Il sindaco: «Sui rifiuti è il momento che Reggio faccia la sua parte»

R. F.
Il sindaco: «Sui rifiuti è il momento che Reggio faccia la sua parte»

Vecchi ha ribadito il bisogno di arrivare a un’autonomia di smaltimento «I reggiani non possono pensare che siano sempre gli altri a prenderli» 

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L’intervento

«Non abbiamo voluto accelerare il percorso decisionale per lasciare spazio al dialogo e al confronto, ma è arrivato il momento che anche Reggio faccia la propria parte nella partita dei rifiuti».

Il sindaco Luca Vecchi ha detto chiaro e tondo che i reggiani non possono pensare che siano sempre gli altri a sorbirsi i nostri rifiuti. «Ogni anno – ha scandito – inviamo all’inceneritore di Parma 100mila tonnellata di rifiuti indifferenziati e 50 mila tonnellate tra carta e plastica, a cui si aggiungono i rifiuti speciali. E oltre 30mila tonnellate di rifiuto organico finiscono fuori provincia e fuori regione».

Poi, nel presentare le caratteristiche del nuovo impianto, ha sottolineato «che il prodotto finale del processo di trasformazione oltre al biometano è il compost e non il digestato e che tutto avviene con un totale recupero anche del biossido di carbonio per usi industriali».

L’utilizzo di biogas, inoltre, «eviterà l’immissione di 14mila tonnellate di anidride carbonica che corrisponde all’assorbimento garantito da un bosco di 2.500 ettari». Illustrando poi il percorso amministrativo che resta ancora da concludere per dare il via ai lavori, Vecchi ha affermato che «la Regione con delibera di Giunta approverà il progetto entro novembre e che entro l’anno i consigli comunali saranno chiamati a deliberare sull’accordo di autolimitazione, l’accordo territoriale e la variante urbanistica per cancellare i 58,6 ettari di aree produttive in terreno agricolo».

Ha poi rimarcato che per le frazioni interessate «l’accordo prevede misure di mitigazione e interventi di compensazione per 2,8 milioni di euro, di cui 1,3 a Reggio. In particolare per Gavassa, con piantumazioni, rotonde, ciclopedonali e interventi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico». Poi, ha concluso Vecchi, l’impianto verrà realizzato dopo che sono già stati raccolti i pareri favorevoli da parte dell’autorità sanitaria e gli esiti di uno studio che la Regione ha affidato nel 2015 all’università Sacro Cuore di Piacenza e Crpa, nella quale si evidenzia come «non si rilevi incompatibilità dell’impianto con la filiera del Parmigiano Reggiano e con il disciplinare di produzione del Re dei formaggi». —

R. F.

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