Gazzetta di Reggio

Reggio

RISSA IN via paradisi 

L’accoltellatore 42enne fermato grazie al taser Ha il divieto di dimora

Am.P.

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reggio emilia. Dopo una prima colluttazione e un inseguimento, dall’interno del pronto soccorso al parcheggio sul retro, i poliziotti hanno fermato l’accoltellatore usando il taser, la pistola elettronica che ha immobilizzato il fuggiasco facendolo cadere in mezzo a una siepe.

È il particolare emerso ieri – durante l’udienza in tribunale – sulla cattura di Moncef Abidi, tunisino di 42 anni, uno dei principali protagonisti della rissa in via Paradisi tra quattro tunisini, tutti irregolari e pregiudicati, e due donne, una delle quali con un bimbo in braccio.

All’origine della battaglia, un dissidio tra spacciatori per il controllo della piazza in zona stazione. Lo scontro, avvenuto un quarto d’ora dopo la mezzanotte tra mercoledì e giovedì, è stato immortalato per intero dalle telecamere: si vede un gruppo di uomini che, in strada, discutono animatamente a spintoni, finché uno di loro si stacca e viene inseguito da un altro, che lo aggredisce con calci e pugni e lo accoltella alla gola. Un fendente (nei filmati si vede un oggetto appuntito, si presume un coltello, che però non è stato trovato) ha sfiorato la giugulare della vittima, trovata riversa a terra con accanto la compagna.

Il ferito, un 34enne irregolare, è stato poi dichiarato fuori pericolo e tenuto in osservazione in ospedale con una prognosi di 14 giorni.

L’accoltellatore è stato identificato in Moncef Abidi, tunisino di 42 anni, vecchia conoscenza con una sfilza di precedenti per spaccio (hascisc ed eroina), rapine, pestaggi, bottigliate e una rissa in piazzale Marconi nel 2013. Abidi, avvistato subito dopo in stazione, era scappato e ricomparso un’ora più tardi al pronto soccorso, dove è avvenuta la doppia colluttazione che gli è valsa l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Per questo reato – e non per le denunce per tentato omicidio, lesioni e rissa aggravate, che viaggiano su un binario diverso e su cui sta indagando il pm Valentina Salvi – il 42enne ieri è comparso in tribunale. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Durante l’udienza ha deposto un agente, che ha ricostruito l’accaduto soffermandosi sui particolari del fermo. Il pm onorario, sulla base dei precedenti e della pericolosità del soggetto, ha chiesto la custodia cautelare in carcere; l’avvocato difensore Nicola Gualdi si è opposto, proponendo una misura meno afflittiva.

Il giudice monocratico Sarah Iusto ha accolto la tesi difensiva e ha disposto il divieto di dimora nel Comune di Reggio. Prossima udienza il 6 dicembre. —

Am.P.

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