Gazzetta di Reggio

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Aemilia, svuotata l’aula-bunker per la preparazione dell’Appello

Tiziano Soresina
Aemilia, svuotata l’aula-bunker per la preparazione dell’Appello

Alla Dozza il bancone della Corte, le “gabbie” e gli impianti tecnici. Struttura da smontare, tempi incerti

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Corre rapido lo svuotamento dell’aula-bunker che per due anni e mezzo ha ospitato il maxiprocesso Aemilia, mentre appare più macchinoso lo smantellamento della struttura per non parlare di ricollocazione e nuova funzione del prefabbricato in acciaio costato 580mila euro ed agibile per 400 persone.

Dal nostro palazzo di giustizia sono già stati trasferiti all’aula-bunker del carcere della Dozza di Bologna le strutture essenziali per il processo d’Appello di Aemilia che preme (il via è infatti previsto con l’inizio dell’anno nuovo).

Di proprietà del Tribunale di Bologna e già utilizzati nella sconfinata udienza preliminare (tenutasi per i “numeri” enormi fra imputati ed addetti ai lavori in un padiglione felsineo delle Fiere) sono ora alla Dozza i tre “gabbioni” per i detenuti e le relative panche in cui stanno seduti, il bancone per il collegio giudicante con la scritta “La giustizia è uguale per tutti”, infine l’impianto di fonoregistrazione necessario per le deposizioni. L’apparecchiatura per i videocollegamenti è stata spostata al primo piano, in aula di Assise, per lo svolgimento del processo in odore di ’ndrangheta sui due omicidi del 1992. Ancora dentro al prefabbricato di Reggio Emilia, invece, banchi e sedie che hanno accolto imputati e addetti ai lavori.

Da tempo il destino è segnato per il prefabbricato in sè: non rimarrà all’interno del cortile del nostro Tribunale.

Nella seduta consiliare comunale dell’8 aprile scorso – quindi con ancora in carica la precedente giunta – con una variazione di bilancio, erano stati individuati i fondi per smantellare l’aula-bunker che è interamente comunale (la Regione ha già ceduto al Comune la propria quota d’investimento) e per smantellarla nonché rimontarla ci vogliono 230mila euro. Sul fatto che il prefabbricato non rimanga all’interno del palazzo di giustizia non vi sono dubbi: concordi sulla delocalizzazione sia il sindaco Luca Vecchi che il presidente del tribunale (Cristina Beretti). Ma, intanto, il tempo passa e la struttura si degrada non essendo più utilizzata dal 31 ottobre dell’anno scorso. La procedura per la gara d’appalto per l’aggiudicazione di questi lavori era prevista fra agosto e settembre. Nel frattempo si è mosso solamente l’avvocato Claudio Bassi – consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia – che ha lanciato una proposta. Considerato che «è ancora in essere l’aula bunker di proprietà del Comune», che «detta struttura è di notevole pregio» e che, «in mancanza di una destinazione, ne è stato prospettato lo smontaggio e lo stoccaggio nei magazzini comunali», Bassi ha presentato una mozione per «impegnare la giunta a predisporre, prima dello smontaggio, un concorso di idee ovvero un bando di concorso per l’aggiudicazione». —





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