Dalle feste dell’Avanti ai giochi di guerra svolta al parco che porta il nome di Pertini
I 18.000 metri quadrati di verde sono stati comprati da Matteo Franzoni, vicesindaco e nipote del socialista Franco Giaroli
cavriago. Dalle feste dell’Avanti, politica e tortelli, ai giochi di guerra Softair e Paintball, con le armi a sistema laser X-Tag. Un bel salto nel futuro per il parco Pertini, fino al 2017 di proprietà di una Srl fondata, alla fine degli anni Ottanta, da un centinaio di soci socialisti “doc” – da qui il nome del presidente della Repubblica più amato dagli italiani – per dare una casa alle istanze e alla manifestazioni della politica, e che riapre oggi, finalmente riqualificato, come “Warrior park”, il parco del guerriero. L’inaugurazione avverrà questa mattina quando i softgunners – così si chiamano i combattenti per divertimento – prenderanno possesso di quei 18 mila metri quadrati di terreno con struttura ricettiva rinnovata, gestita dell’associazione sportiva Anubi Warrior, per iniziare battaglie, scontri, agguati, eliminazioni; tutti, ovviamente, “per finta” e – precisa Stefano Menozzi, presidente dell’associazione – «senza violenza, con tanta onestà e la voglia di stare insieme». Anche se di Pertini non è rimasto nulla.
Anche se, a prima vista, il nuovo utilizzo del parco può stridere con il suo passato glorioso, il filo rosso che lega 30 anni di storia c’è, e anche un nome: Matteo Franzoni, 30 anni, appunto, vicesindaco di Cavriago, ex appassionato di Softair ma soprattutto nipote di Franco Giaroli, socialista scomparso nel 2007 a 64 anni, che quel parco ha fortemente voluto e che ha lavorato per realizzarlo. E sì, la storia, in casa Giaroli-Franzoni, si ripete. E non solo per questo, visto che nonno Giaroli, socialista sul serio, è stato, anche lui, vicesindaco del paese.
«Non può capire – spiega Matteo Franzoni – cosa io e la mia famiglia proviamo a riaprire quello spazio, dopo averlo visto andare completamente in rovina, dopo averlo comprato e, con grandi sforzi, rimesso a nuovo con interventi di bonifica e ristrutturazione che sono durati sei mesi. Noi siamo molto legati a quel parco. È un pezzo importante della storia della nostra famiglia e di Cavriago».
Matteo Franzoni frequentava il parco Pertini assieme al nonno, fin da piccolo. «Lì mi sono divertito, ci ho lavorato, ho conosciuto persone e politica», dice. Fino al 2007, quando il nonno muore, i socialisti arrancano già da un po’ e il parco viene via via abbandonato. E nel 2012, addirittura non più utilizzato, dimenticato, cancellato. Solo vandali e predoni ricordano la sua esistenza, e lo devastano, facendolo a pezzi.
Nel 2017 La Valle Srl – la società composta da piccolissimi azionisti col cuore socialista che si erano frugati in tasca per comprare, da un privato, l’area che poi diventerà il parco Pertini – va in liquidazione. E l’occasione si presenta un anno e mezzo dopo, quando il curatore fallimentare mette all’asta l’ex orgoglio socialista di Cavriago.
È il gennaio 2019. Matteo Franzoni è diventato grande; ha 30 anni, una famiglia alle spalle che lo sostiene e ha un gruzzolo da investire. La decisione viene presa in fretta: «Abbiamo partecipato all’asta e abbiamo comprato parco Pertini – racconta – perché non era giusto lasciarlo in quelle condizioni».
L’antica passione per i giochi-di-guerra-per-finta ha fatto il resto. «Sono convinto che il nuovo utilizzo del parco lo farà rinascere – conclude Franzoni –. Ne siamo molto orgogliosi». Naturalmente nello spazio riqualificato non si sparerà e basta: il mese scorso è stata firmata una convezione con il Comune per utilizzarlo anche per manifestazione pubbliche. —
Cristina Orsini
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