Gazzetta di Reggio

Reggio

cavriago, VIENE INAUGURATO IL WARRIOR PARK 

Dalle feste dell’Avanti ai giochi di guerra svolta al parco che porta il nome di Pertini

Cristina Orsini
Dalle feste dell’Avanti ai giochi di guerra svolta al parco che porta il nome di Pertini

I 18.000 metri quadrati di verde sono stati comprati da Matteo Franzoni, vicesindaco e nipote del socialista Franco Giaroli

3 MINUTI DI LETTURA





cavriago. Dalle feste dell’Avanti, politica e tortelli, ai giochi di guerra Softair e Paintball, con le armi a sistema laser X-Tag. Un bel salto nel futuro per il parco Pertini, fino al 2017 di proprietà di una Srl fondata, alla fine degli anni Ottanta, da un centinaio di soci socialisti “doc” – da qui il nome del presidente della Repubblica più amato dagli italiani – per dare una casa alle istanze e alla manifestazioni della politica, e che riapre oggi, finalmente riqualificato, come “Warrior park”, il parco del guerriero. L’inaugurazione avverrà questa mattina quando i softgunners – così si chiamano i combattenti per divertimento – prenderanno possesso di quei 18 mila metri quadrati di terreno con struttura ricettiva rinnovata, gestita dell’associazione sportiva Anubi Warrior, per iniziare battaglie, scontri, agguati, eliminazioni; tutti, ovviamente, “per finta” e – precisa Stefano Menozzi, presidente dell’associazione – «senza violenza, con tanta onestà e la voglia di stare insieme». Anche se di Pertini non è rimasto nulla.

Anche se, a prima vista, il nuovo utilizzo del parco può stridere con il suo passato glorioso, il filo rosso che lega 30 anni di storia c’è, e anche un nome: Matteo Franzoni, 30 anni, appunto, vicesindaco di Cavriago, ex appassionato di Softair ma soprattutto nipote di Franco Giaroli, socialista scomparso nel 2007 a 64 anni, che quel parco ha fortemente voluto e che ha lavorato per realizzarlo. E sì, la storia, in casa Giaroli-Franzoni, si ripete. E non solo per questo, visto che nonno Giaroli, socialista sul serio, è stato, anche lui, vicesindaco del paese.

«Non può capire – spiega Matteo Franzoni – cosa io e la mia famiglia proviamo a riaprire quello spazio, dopo averlo visto andare completamente in rovina, dopo averlo comprato e, con grandi sforzi, rimesso a nuovo con interventi di bonifica e ristrutturazione che sono durati sei mesi. Noi siamo molto legati a quel parco. È un pezzo importante della storia della nostra famiglia e di Cavriago».

Matteo Franzoni frequentava il parco Pertini assieme al nonno, fin da piccolo. «Lì mi sono divertito, ci ho lavorato, ho conosciuto persone e politica», dice. Fino al 2007, quando il nonno muore, i socialisti arrancano già da un po’ e il parco viene via via abbandonato. E nel 2012, addirittura non più utilizzato, dimenticato, cancellato. Solo vandali e predoni ricordano la sua esistenza, e lo devastano, facendolo a pezzi.

Nel 2017 La Valle Srl – la società composta da piccolissimi azionisti col cuore socialista che si erano frugati in tasca per comprare, da un privato, l’area che poi diventerà il parco Pertini – va in liquidazione. E l’occasione si presenta un anno e mezzo dopo, quando il curatore fallimentare mette all’asta l’ex orgoglio socialista di Cavriago.

È il gennaio 2019. Matteo Franzoni è diventato grande; ha 30 anni, una famiglia alle spalle che lo sostiene e ha un gruzzolo da investire. La decisione viene presa in fretta: «Abbiamo partecipato all’asta e abbiamo comprato parco Pertini – racconta – perché non era giusto lasciarlo in quelle condizioni».

L’antica passione per i giochi-di-guerra-per-finta ha fatto il resto. «Sono convinto che il nuovo utilizzo del parco lo farà rinascere – conclude Franzoni –. Ne siamo molto orgogliosi». Naturalmente nello spazio riqualificato non si sparerà e basta: il mese scorso è stata firmata una convezione con il Comune per utilizzarlo anche per manifestazione pubbliche. —

Cristina Orsini

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google