Piccoli commercianti sulle barricate contro Amazon
Castelnovo Monti. I piccoli commercianti contro Amazon. Ricorda da vicino lo scontro tra Davide e Golia, ma in realtà, per il Davide di turno, questa volta si tratta di una lotta per la sopravvivenza, in particolare dei territori, se si parla del settore commerciale in zone decentrate come quelle dell’Appennino.
E così la Confcommercio di Castelnovo Monti, per voce di Nadia Vassallo, presidente della delegazione locale dell’associazione di categoria, interviene sulla scia di un dibattito aperto nei giorni scorsi dal presidente di Confcommercio Modena, Tommaso Leone.
Leone ha criticato la scelta di alcune scuole modenesi di fare da cassa di risonanza all'iniziativa di Amazon “Un click per la scuola”, offerta del colosso dell'e-commerce. Un'offerta attraverso la quale chi acquista su Amazon può scegliere una scuola a cui destinare il 2,5% dell'importo, sotto forma di credito virtuale.
Secondo Leone «più prenderà piede “Un click per la scuola”, più verranno drenate ulteriori fette di consumo alla piccola distribuzione». La Confcommercio di Castelnovo sottolinea come «la posizione di Leone è occasione per fare alcune riflessioni: non siamo mai stati contro la pluralità distributiva, a patto che le regole siano le medesime: c'è una proposta di legge di web tax che sarebbe auspicabile fosse definita e inserita nella manovra economica 2020, ma a oggi non è così. I grandi market place pagano le tasse quando, quanto come e dove vogliono, in un mercato sempre più oligopolistico che sta creando un impoverimento del tessuto distributivo a discapito anche del cliente finale. Dispiace che il sistema educativo, probabilmente messo a dura prova dai continui tagli dei vari governi, non si renda conto che in questo modo si va proprio a togliere risorse al territorio».
Prosegue la nota: «Nessuno è qui a chiedere l'elemosina, ma la cultura è fatta anche di territorio e di rispetto della storia commerciale di un Paese e del mondo dei piccoli commercianti che sono sempre stati vicino alle comunità. C'è da sottolineare anche un aspetto educativo dei vari istituti che insegnano valorizzazione del territorio e tradizioni ma poi, con queste scelte, penalizzano gli operatori commerciali e intere filiere del posto». «Gli operatori commerciali – conclude la nota – pagando le tasse, tolta la parte nazionale, sostengono di fatto i comuni. Amazon non paga tasse e quindi può permettersi di pensare a questo escamotage per mantenere e implementare clienti, camuffati da beneficenza. Non da ultimo l'importanza del comprare sul territorio è anche per mantenere posti di lavoro e strade e piazze illuminate, in ordine e più sicure». —
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