Gazzetta di Reggio

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il taglio del nastro 

Reggio dedica un piazzale al mito di Chiarino Cimurri

Luigi Vinceti
Reggio dedica un piazzale al mito di Chiarino Cimurri

Campioni dello sport, istituzioni, amici e parenti alla cerimonia di inaugurazione  «Fortunato chi lo ha conosciuto, chi non l’ha conosciuto ha perso tanto»

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È stato un ricordo affettuoso, dolce e sorridente, quello attribuito ieri mattina alla memoria di Chiarino Cimurri. Un autentico abbraccio della città a quindici anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 26 agosto 2004, all’età di 65 anni. L’occasione è stata offerta dall’intitolazione a suo nome del piazzale di via Hugo antistante il Circolo Tennis di Canali, quell’impianto che, insieme ad altre opere, porta anche la sua firma di imprenditore dello sport, tifoso, appassionato di diverse discipline agonistiche.

Assiepate, in un riquadro allestito davanti a un piccolo palco ornato di fiori, autorità civili, religiose, sportive, insieme a una folla di manager e dirigenti di società, atleti, soci del Circolo e soprattutto amici, che lo hanno idealmente abbracciato davanti alla famiglia, che ha seguito con un groppo in gola la significativa cerimonia. Fra i presenti anche gli studenti della terza e quarta classe della scuola Tassoni, giovani calciatori della Reggiana rappresentata inoltre dal presidente e dall’amministratore delegato ed esponenti di svariati club sportivi. La regìa dell’incontro è stata affidata a Stefania Bondavalli, che ha dato lettura di alcuni messaggi pervenuti da autorevoli estimatori di Chiarino (dal presidente del Coni Giovanni Malagò a Paolo Bertolucci, da Stefano Baldini a Paolo Belli fino a Adriano Panatta) e ha invitato al microfono diversi testimoni del suo operato.

Ad iniziare dal sindaco Luca Vecchi, che ha manifestato profonda riconoscenza per tutto ciò Chiarino (e la sua la famiglia, a cominciare dal papà Giannetto) ha sempre portato alla comunità reggiana. In particolare per i valori trasmessi in termini di amicizia, lealtà, correttezza, onestà, integrità: eredità lasciate a tutti coloro che gli sono stati accanto.

Poi sono venuti i ricordi della presidente del Circolo Tennis, Patrizia Pizzetti, e di Maurizio Margaria che hanno citato il suo esempio e l’impegno con cui il “Chiaro” (così lo chiamavano gli amici) ha portato a Reggio ben due Coppe Davis e diversi Campionati Italiani, poi si è dedicato a basket e calcio. Un presidente inimitabile hanno affermato.Simpatico per la semplicità e la schiettezza l’intervento del campione di tennis, Nicola Pietrangeli, che ha concluso il suo breve intervento dicendo: «Fortunato chi lo ha conosciuto; chi non l’ha conosciuto ha perso tanto». È stata quindi la volta della figlia Veronica che ha letto alcune memorie del suo “Chiarinone” che inizialmente voleva fare il calciatore, ha gareggiato in go kart, si è dedicato alla gastronomia e tutto ciò che ha profuso in ogni ambiente lo ha sempre fatto con il sorriso. Dal fratello Giorgio affettuosi aneddoti per un “boss” dello sport immaginato idealmente presente e felice per il grande tributo di affetti appena ricevuto. Ha completato le memorie uno dei soci fondatori del Circolo, Romeo Antonio Galaverni, che ha rammentato lo spirito sereno e scanzonato con cui Chiarino ha sempre affrontato tutte le sfide della vita. Al termine è stata scoperta una targa con la scritta “Piazzale Chiarino Cimurri Uomo di sport”, insieme ai suoi dati anagrafici, benedetta da padre Paolo Pioli. Il frate si è unito al coro dei ricordi rammentando quando compì una missione in Africa grazie alla moto fornitagli proprio da Chiarino del quale ha riaffermato l’inossidabile passione per lo sport. —



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