Gazzetta di Reggio

Reggio

IL PROCESSO 

Invalido 70enne scopre la truffa dello specchietto e viene tamponato

Ambra Prati

Tre giovani fra i 21 e 23 anni sono accusati di aver tentato di raggirare il pensionato e di aver colpito  per vendetta la sua auto

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Il pensionato reggiano non è caduto nella truffa dello specchietto e, per vendetta, i tre malviventi lo hanno tamponato in retromarcia per due volte semidistruggendo l’utilitaria del malcapitato. Nei giorni scorsi è iniziato in tribunale a Parma il processo a carico di tre giovani, di età compresa tra i 21 e 23 anni, accusati di tentata truffa con violenza, minaccia e danneggiamento in concorso.

L’episodio è avvenuto appunto a Parma il 6 ottobre 2016. Un pensionato 70enne, residente a Rivalta e per di più invalido, era al volante della sua macchina su una strada della periferia quando ha sentito un tonfo: subito dopo una vettura con a bordo tre sconosciuti, che lo inseguivano lampeggiando, ha sorpassato l’automobilista e lo ha costretto a fermarsi.

Una volta scesi, i tre giovani hanno seguito il copione di quella che è diventata la classica truffa dello specchietto: hanno accusato il conducente di averli urtati inavvertitamente durante la marcia, di aver rotto il loro specchietto retrovisore e, mostrando i danni subìti, hanno chiesto la somma di 50 euro (poi diventati 20 euro) per risolvere il problema in modo amichevole. Tuttavia la messinscena è stata vana: il pensionato ha messo in dubbio di aver provocato il danno e ha rifiutato di sborsare ala somma richiesta dai delinquenti.

Ne è quindi nato un diverbio piuttosto acceso, con i tre che hanno minacciato di morte l’automobilista e quest’ultimo che ha risposto «ora chiamo la polizia»: dopo alcuni minuti i truffatori, comprendendo che era inutile insistere, sono risaliti a bordo. Ma evidentemente la voglia di “vendicarsi” e la rabbia era troppa: così i criminali per ben due volte hanno fatto retromarcia, colpendo e danneggiando l’utilitaria dell’anziano disabile. Tutto questo fino all’arrivo della polizia, che ha poi identificato i tre responsabili, risultati gravati da precedenti specifici per truffa.

Il procedimento penale è in fase istruttoria e la prima udienza è stata subito rinviata all’aprile 2020, per l’esame dei poliziotti intervenuti sul posto. Il pensionato, rappresentato dall’avvocato Fabio Gualtieri, si è costituito parte civile. —



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