«Affidi, saremo parte civile nel processo»
L’audizione del governatore, Stefano Bonaccini, nella commissione d’inchiesta: «Regione parte lesa. pretendiamo verità»
REGGIO EMILIA. «Ci sono minori, genitori e famiglie che stanno vivendo situazioni drammatiche. A loro per primi dovrebbe andare anche il pensiero di ognuno di noi. Dopodiché, di fronte all’inchiesta, che prefigurerebbe reati gravissimi, la riposta di questa Regione non si è fatta attendere: sono state istituite immediatamente due Commissioni, volute dalla giunta e dall’Assemblea, che stanno concludendo il proprio lavoro. Tutti vogliamo capire, anzi pretendiamo di conoscere la verità: lo vogliamo noi, i cittadini di questa regione, l’opinione pubblica del Paese. Ma ci sono compiti e ruoli diversi. Alla Magistratura spetta l’accertamento dei fatti, ed è chiaro che laddove vengano confermati i reati ipotizzati, i responsabili dovranno essere sanzionati senza sconti, e in ogni caso tempestivamente e definitivamente allontanati dai servizi e dai bambini: non sono questi gli ambiti in cui viene concessa una seconda possibilità». Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, audito ieri nella Commissione regionale d’inchiesta sugli affidi istituita dopo i fatti della Val D’Enza. Una seduta dai toni accesi, durante la quale Forza Italia ha portato polemicamente un secchiello pieno di sabbia al presidente della commissione, Giuseppe Boschini, accusando la commissione di voler insabbiare l’inchiesta.
Il governatore, rispondendo alle domande poste dai commissari, ha ribadito l’intenzione della Regione, in caso di processo, di costituirsi parte civile in quanto parte lesa, ricordando che, per tutelare ancor più efficacemente gli interessi collettivi, si stanno valutando le condizioni per farlo subito.
«Ma con altrettanta fermezza – ha aggiunto – non posso accettare che errori e colpe di qualcuno mettano in discussione il lavoro quotidiano di centinaia di operatori e professionisti che con impegno, competenza, passione e non senza difficoltà svolgono ogni giorno un lavoro delicatissimo e importantissimo. E contribuiscono a rendere la rete dei servizi di welfare dell’Emilia-Romagna un punto di riferimento». Bonaccini ha poi svolto considerazioni sulla base dei dati e degli elementi emersi in questi mesi, con decine di persone ascoltate, 20 sedute effettuate dalla Commissione assembleare e oltre 60 ore di discussione. «Il numero degli allontanamenti dei minori nella nostra regione – ha ricordato – è stabile nel tempo, in linea con la media nazionale e decisamente inferiore a quello di altri Paesi europei: dati alla mano, non esiste un’anomalia Emilia-Romagna, come ha documentato anche lo stesso Tribunale dei minori». —
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