Gazzetta di Reggio

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«Il tempo (perso) sta lavorando contro di noi E sanno solo dare la colpa all’archistar...»

Gianfranco Tirelli* ; *responsabile del settore Cultura e Turismo di Forza Italia

La lettera di Gianfranco Tirelli, responsabile del settore Cultura e Turismo di Forza Italia: «Il problema della sosta? Serve un silos multipiano» 

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la lettera

Gianfranco Tirelli*

Direttore, sono Gianfranco Tirelli, responsabile del settore Cultura e Turismo di Forza Italia.

Ho letto il suo pezzo sulla stazione dell’Alta Velocità e la sua indignazione per la situazione dei parcheggi.

Le ricordo che io nel mese di maggio ho scritto un articolo sull’argomento che lei cortesemente ha pubblicato: da allora nulla è successo, tutto è rimasto invariato, anzi si è aggiunta la chicca che in una stazione avveniristica, molto bella, manca l’aria condizionata.

Secondo l’amministrazione comunale la colpa è di Calatrava.

Così come per la scarsità dei parcheggi, il Comune non ha nessuna colpa e allora mi viene da dire che chi ha disposto l’aratura di un pezzo di aiuola per farne un parcheggio, senza nemmeno buttare un po’ di ghiaia, dovrebbe essere cacciato dal Comune insieme a chi ha dato il via a tale iniziativa.

Ci sono evidentemente delle colpe del Comune però manca quel clima che il dottor Achille Maramotti e Antonella Spaggiari erano riusciti a creare e che ha visto la partecipazione di tutti per arrivare a realizzare l’obiettivo della costruzione della Stazione Mediopadana.

Oggi l’Associazione degli Industriali è muta, la Camera di Commercio anche, l’Associazione dei Commercianti non pervenuta e la Fondazione Manodori pure.

Manca anche la Regione, nonostante si avvicini il periodo elettorale.

Il problema dei parcheggi alla Mediopadana si risolve solo costruendo dei silos multipiano capaci di contenere un numero molto grande di vetture, al coperto, con videosorveglianza, con il pagamento al momento del ritiro, dotato di ascensori e di percorsi coperti per arrivare in stazione.

La progettazione deve essere affidata a Santiago Calatrava al fine di evitare che gli ineffabili progettisti al servizio del Comune non risolvano il problema.

Aggiungo poi che l’ignavia del Comune di Reggio diventa eclatante dal momento che in un punto dove transitano ogni giorno più di 4.000 persone, non c’è un punto informativo turistico in grado di offrire una brochure, un dépliant, un volantino a chi passa di lì, nulla, nulla, nulla.

Anche le centrali agricole, l’associazione commercianti e quella degli artigiani che non hanno sentito la necessità di aprire un punto vendita dei prodotti tipici della nostra zona: Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, prosciutti, salami, culatelli, cotechini, zamponi, cappelli da prete, salsicce, pasta ripiena (cappelletti, tortelli, gnocchi), erbazzone e gnocco fritto e al forno, i dolci (torta di riso, zuppa inglese, biscotti, ecc.) e i nostri vini con le eccellenze del Lambrusco nelle sue diverse tipologie, agli spumanti e ad altro, i funghi della nostra montagna ed il tartufo della collina.

Si potrebbe anche realizzare una ristorazione veloce che consenta di assaggiare i nostri prodotti direttamente sul luogo.

Nulla di tutto questo è stato fatto.

Le colpe sono di tanti e il tempo sta lavorando contro di noi con Parma che avanza richieste di fermate dell’Alta Velocità: e noi continuiamo a disinteressarci del problema?

Dibattono in Consiglio Comunale del sesso degli angeli, del riscaldamento globale, di qualunque argomento simile all’aria fritta mentre dei grandi problemi della città, del suo avvenire, nulla, nulla, nulla.

D’altra parte da chi ha fatto i parcheggi in mezzo al fango non ci si può aspettare molto altro.

Se c’è la volontà di realizzare questi due punti vendita nel lato destra, entrando in stazione, io sono a disposizione, sono stato presidente della Federazione Italiana Settore Turismo per oltre 10 anni ed anche vicepresidente dell’Associazione Internazionale dei Cavalieri del Turismo, quindi vediamo se qualcuno è interessato a costruire un progetto di promozione, inizialmente del nostro territorio e dei nostri prodotti, per poi verificare eventuali collaborazioni con province limitrofe. —







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