«Infrastruttura da sviluppare per il rilancio delle fiere»
Gli organizzatori di eventi chiedono al liquidatore di rompere il silenzio sulle offerte arrivate per salvare i padiglioni
REGGIO EMILIA. «Noi crediamo sia utile ed intelligente valorizzare appieno il centinaio di milioni di euro investiti nella stazione e nelle sue infrastrutture attuali. Come? Ad esempio usando la Mediopadana non solo come semplice transito, punto di partenza verso altre destinazioni sede di affari, ma anche come porta di ingresso e di sosta per richiamare con facilità operatori e persone verso Reggio, le sue attività peculiari e la sua economia. Quale migliore strumento di un polo fieristico/convegnistico può essere utilizzato? Soprattutto se raggiungibile a piedi dalla stazione Av?». Sono alcune considerazioni di Gruppo Cinofilo, Sor, Camer e Salone del Cavallo, ovvero i principali organizzatori di eventi alle Fiere di Reggio, che tornano ad accendere i riflettori sul complesso fieristico di Mancasale anche alla luce della vicinanza alla stazione Mediopadana.
In un documento di dodici pagine, gli organizzatori chiedono chiarezza sul futuro delle Fiere, dieci giorni dopo aver lanciato un grido d’allarme sul rischio chiusura: un grido seguito da indiscrezioni di un’offerta di imprenditori non reggiani e da un successivo annuncio di Terminal One, pronto a scendere in campo con 6,8 milioni: «Una proposta di imprenditori locali, non fantasmi ma noti alla città – ricordano gli organizzatori – disponibili all’acquisto del quartiere per farlo vivere e sviluppare con attività coerenti con la attuale destinazione d’uso. Gli imprenditori hanno presentato un’offerta anche economica straordinariamente vicina alle richieste del Tribunale, sollecitando una decisione in tempi brevissimi, per evitare danni ulteriori, in particolare agli organizzatori che potrebbero, a questo punto, abbandonare Reggio». Sempre gli organizzatori hanno ricordato «la dichiarazione del commissario liquidatore: entro la settimana si deciderà se andare ad una nuova asta o meno. La settimana è trascorsa nel silenzio. Dunque: il tempo è preziosissimo, per evitare di aggiungere danno a danno, ma sono trascorsi invano sette anni dalla dichiarazione di insolvenza; i debiti vanno onorati (sarebbe meglio non farli…), ma chiudendo le Fiere e cambiando destinazione d’uso i creditori che operano nel settore fieristico subiscono un nuovo danno: vengono privati di lavoro futuro».
Di qui una nuova richiesta: «Ancora una volta ci permettiamo di suggerire l’unica soluzione utile per la comunità reggiana: mantenere in vita le Fiere, anzi svilupparle per adeguarle ai tempi. In particolare, per cogliere una grande opportunità, unica nella pianura padana: la centralità logistica della nostra città, esaltata dallo sviluppo, in particolare, della Mediopadana. Suggeriamo con forza di sfruttare, nella gestione del Quartiere fieristico di via Filangieri, questa infrastruttura il cui costo deve servire da stimolo per generare nuovi ricavi per la città». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google