«Nuovi spazi? È un’opera d’arte serve il via libera di Calatrava»
Il sindaco Vecchi ha bollato i ritardi sui servizi come colpa imputabile alla società pubblica che rimanda la questione all’archistar
REGGIO EMILIA. Trovare qualcuno che fa ammenda non è semplice quando si parla di Mediopadana. Da parte sua Rfi, tirata in ballo dal sindaco di Reggio («In questi anni non hanno avuto questa priorità ma altre» ha detto) rimette i ritardi sull’evoluzione dello scalo dell’alta velocità alla sua alta preziosità. «Quello è un progetto di Calatrava e sono stati sfruttati tutti gli spazi finora disponibili» fanno sapere da Rete Ferroviaria Italiana, azienda statale proprietaria dello scalo. «Da parte di Rfi c’è tutta la disponibilità a lavorare insieme al Comune di Reggio per vedere se ci sono tutte le condizioni per migliorare il servizio ai clienti. Però quella stazione è un’opera d’arte che la rende diversa dalle altre stazioni. Non si può modificare a piacimento. Qualsiasi soluzione deve essere condivisa con Calatrava».
Per il sindaco di Reggio il problema accertato sono i servizi. Così come per buona parte del milione e quattrocentomila passeggeri annui della stazione Mediopadana, che si trovano senza conforto quando si tratta di passare del tempo sotto le vele disegnate dall’archistar spagnola. «I servizi competono a Rfi - ha detto in un’intervista di due giorni fa Vecchi - La stazione è di loro proprietà. Ma programmeremo un incontro con Rfi nei prossimi giorni per far aumentare i servizi, come sala riunioni, caffetteria e via dicendo. In questi anni non hanno avuto questa priorità ma altre. Ora però Reggio ha fatto un balzo e non è possibile fare una fila di 20 metri la mattina per un caffè». La questione è presto detta: senza il padrone di casa non si può intervenire. «Confermiamo la nostra disponibilità a lavorare insieme al Comune come sempre fatto per capire quali altre soluzioni nuove si possono approntare e come eventualmente porle in atto». La stazione sorge a circa quattro chilometri a nord del centro di Reggio Emilia e a 800 metri dal casello autostradale. Si tratta di una struttura di copertura, interamente realizzata in acciaio della lunghezza complessiva di 483 metri, sotto la quale, ad esempio, ci sono spazi rimasti sempre vuoti, mentre in premessa si era parlato di nuove attività da ospitare qualora la stazione fosse diventata affollata. Il tempo, visti i 4.100 passeggeri al giorno, sembra ormai giunto. —
E.L.T.
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