Ancora suspense sulla dottoressa cacciata
Il giudice del lavoro ieri si è riservato di decidere sulla richiesta di sospensiva cautelare della delibera di revoca dell’Ausl
RUBIERA. Ancora suspense sulla vicenda del medico di base cacciato dall’Ausl. Infatti ieri mattina la prima udienza davanti al giudice del lavoro, a Reggio Emilia, si è chiusa con un giudizio sospeso. E non nel merito. Su quello, se il giudice decidesse di accogliere la richiesta del medico di base contestato, si entrerà in un secondo momento.
La vicenda è quella della dottoressa Serena Zanni, medico di base alla quale la direzione generale dell’Ausl di Reggio Emilia ha revocato la convenzione a partire da giovedì 31 ottobre. Ieri mattina, in tribunale a Reggio Emilia, si è svolta la prima udienza relativa alla richiesta di sospensiva cautelare del provvedimento avanzata dalla stessa Zanni.
In aula anche sei testimoni. La loro audizione ha richiesto diverso tempo, tanto che l’udienza si è chiusa intorno alle 15. Si tratta di persone coinvolte negli episodi contestati alla Zanni che hanno motivato la drastica decisione della direzione generale Ausl.
Episodi che risalgono al periodo precedente all’inizio del servizio come medico di base a Rubiera, circa un anno e mezzo fa. La Zanni infatti è stata legata all’Ausl di Reggio come professionista di guardia medica. È in quel periodo che si collocano comportamenti ed episodi che, secondo l’Ausl, giustificano la revoca dell’incarico.
Ieri mattina in aula erano presenti la stessa Zanni, assistita nella vicenda dal legale Giovanni Marseglia, e, in rappresentanza dell’Ausl, il direttore del servizio legale interno dell’azienda, Gianluca Rivi, con l’avvocato Giulio Cesare Bonazzi.
La suspense, comunque, non dovrebbe durare troppo a lungo. A breve, infatti, il giudice del lavoro depositerà (procedura che avviene in via telematica) la sentenza, per così dire, “preliminare”. Ovvero, se concedere o meno la sospensiva del provvedimento adottato dall’Ausl.
Gli scenari, a questo punto, sono due. Se il giudice ricusa la richiesta della Zanni, la dottoressa dovrà lasciare l’ambulatorio a partire da giovedì 31 ottobre, cioé domani, data per la quale l’azienda sanitaria ha disposto l’ingresso in servizio di Jacopo Debbi, il sostituto.
Oppure, la seconda ipotesi è che il giudice accolga la richiesta di sospensiva. Un provvedimento che si prefigura fin da subito di natura cautelare, in attesa, dunque, di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno indotto l’Ausl a deliberare l’allontanamento della Zanni.
A quel punto l’Ausl sarebbe obbligata a lasciare la dottoressa al suo posto. Questo almeno fino a quando non vi fosse il pronunciamento definitivo del giudice del lavoro.
Da chiarire poi se e quali strade l’Ausl avrebbe ancora da percorrere per fare valere, in via giudiziale, le proprie posizioni.
Sarebbe comunque una prima vittoria per la Zanni che, il giorno dopo l’invio delle lettere dell’Ausl per informare i pazienti della sua revoca, aveva affisso un volantino nell’ambulatorio: «Non vado via. Vado in pensione tra 20 anni». —
Miriam Figliuolo
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