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IL sindaco Paoli 

«Il problema sono i subappalti e la troppa remuneratività»

El.Pe.

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bagnolo. «Il problema è che Iren gestisce il servizio attraverso i subappalti: uno che fa il vetro, uno che fa la raccolta nelle frazioni, uno che fa lo spazzamento strade. La difficoltà nostra, e di tutte le amministrazioni come la nostra, è non riuscire ad avere un interlocutore. Noi non parliamo con chi svolge il servizio, noi facciamo a Iren la segnalazione se c’è qualcosa che non va, che a sua volta lo gira ai subappaltatori, che ovviamente ne fanno una questione di convenienze. Tutti tirano acqua al mulino della remuneratività».

Per il sindaco di Bagnolo in Piano, Gianluca Paoli, è proprio questo il problema dei “disguidi”, chiamiamoli così, della raccolta porta a porta.

«I problemi sono comuni un po’ a tutti i territori, basta guardare su Facebook e vedere che la gente si lamenta delle stesse cose – fa notare il primo cittadino –. Credo che Iren dovrebbe dotarsi di adeguati strumenti di controllo sui subappalti. Noi paghiamo per servizi buoni, Iren però non riesce sempre a ottenere l’esecuzione per come viene loro assegnata. Iren dovrebbe mettere risorse, che arrivano dai finanziamenti per la raccolta dei rifiuti, per ottenere questo controllo. Altrimenti non ci saltiamo fuori. Perché il problema è che la gente viene a lamentarsi in Comune, noi ci rivolgiamo a Iren, che a sua volta segnala...».

Troppi passaggi, troppo tempo. E i risultati di questo, spesso, si vedono: «Iren dovrebbe strutturarsi con figure e procedure che stabiliscano cosa devono fare i subappaltatori».

Il problema però riguarda anche i cattivi comportamenti degli utenti. «Questo perché da parte degli utenti c’è disaffezione per un servizio in mano a una multiutility. È come nelle risse: non si sa mai chi ha cominciato prima. Se tu fai male il servizio ed è costoso, allora il cittadino si chiede perché deve fare la sua parte. È difficile convincere i cittadini a fare il loro dovere quando chi pagano non lo fa – rincara –. Siamo lontani dagli obiettivi prefissati da Atesir con il porta a porta e l’introduzione della tariffa puntuale, c’è qualcosa che tocca nel servizio di gestione dei rifiuti. Tutto è un costo, anche se chiedessimo l’introduzione delle ecostation».

C’è soluzione? «La soluzione è abbassare il livello di remuneratività che ha Iren sui rifiuti, obbligando a investire sull’efficienza del servizio: abbassare la remuneratività vuol dire ribadire il fatto che dovrebbe fare prima l’interesse del socio pubblico, anche a saldo zero. Bagnolo paga circa 1.300.000 euro di Tari, ma solo una parte viene impiegata nel servizio. Il resto va in remuneratività. Un aspetto che in Atesir deve venire fuori», conclude il sindaco Paoli. —

El.Pe.

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