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Newlat debutta stabile in Borsa «Aggreghiamo il food europeo»

E.L.T.
Newlat debutta stabile in Borsa «Aggreghiamo il food europeo»

Prezzo a fine giornata pari a quello fissato nel collocamento (5,8 euro per azione) Mastrolia: crescita attraverso un processo di integrazione nell’agroalimentare

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REGGIO EMILIA. Nessuno sprazzo a Piazza Affari ma molte conferme per la reggiana Newlat Food che ieri ha suonato la campanella all’apertura dei mercati. L’industria alimentare del latte di via Kennedy che comprende nel suo paniere lo storico marchio Giglio, è sbarcata ufficialmente sul listino di Milano, quinta ammissione sul Mta, il mercato principale di Borsa Italiana da inizio 2019, e prima sul segmento Star dedicato alle società di media capitalizzazione. Il gruppo agroalimentare - titolare tra le altre cose della licenza di produzione della pasta secca a marchio Buitoni e del latte Polenghi - ha debuttato chiudendo a 5,8 euro, esattamente al prezzo di collocamento.

Il periodo non è straordinario per i debutti in Piazza Affari, con Newlat che ha prorogato di due giorni il periodo di offerta, dopo che Ferretti ha ritirato il progetto di quotazione e anche la reggiana Rcf (sistemi audio professionali) che per ora non è tornata in Borsa. Il gruppo dell’alimentare, che fa capo all’imprenditore Angelo Mastrolia, ha in portafoglio anche diverse licenze e marchi storici, tanto che da alcuni anni lavora per diventare un aggregatore del settore.

Dal 2004 la progressione di sviluppo ha visto infatti realizzare dieci acquisizioni da alcune delle principali società attive del comparto food & beverage, tra le quali Nestlè, Parmalat e Kraft Heinz, da cui è stato acquistato nel 2015 lo stabilimento di Ozzano Taro (Parma) dove vengono realizzati alcuni prodotti Plasmon in co-packaging.

Newlat è inoltre il primo produttore di pasta in Germania grazie ai brand Birkel e Drei Glocken. La società ha chiuso il collocamento istituzionale con 12,7 milioni di azioni integralmente sottoscritte oltre a 1 milioni e 270 mila azioni (su complessive massime 1,8 milioni) oggetto dell’opzione “greenshoe”. Il ricavato complessivo derivante dal collocamento istituzionale riferito al prezzo di offerta e al netto delle commissioni, senza tener conto dell’esercizio della “greenshoe” è di circa 70,5 milioni, con Mastrolia che resta l’azionista di maggioranza.

Barbara Lunghi, Responsabile Primary Markets di Borsa Italiana, ha dichiarato: «Siamo lieti di dare il benvenuto a Newlat Food, i cui prodotti sono punto di riferimento nel mercato agroalimentare. Riteniamo che attraverso la quotazione la società potrà raccogliere le risorse necessarie a sostenere gli ambiziosi progetti di crescita e a consolidare il proprio posizionamento competitivo. Siamo certi che Newlat Food trarrà vantaggio dall’operazione in termini di sviluppo, visibilità e leadership nel proprio settore». Angelo Mastrolia, presidente di Newlat Food, ha commentato: «Newlat Food è orgogliosa di avere tra i propri soci i più importanti investitori istituzionali italiani ed esteri con i quali è convinto di poter condividere un percorso di crescita e di creazione di valore del gruppo attraverso un processo di aggregazione del Food italiano ed europeo». Ad accompagnare il Borsa Newlat sono stati Equita Sim, Hsbc e Société Générale in qualità di Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner. Equita agisce inoltre in qualità di sponsor. Tra gli investiori, come rivelato dal Sole 24 Ore, hanno puntato una fiche sull’azienda reggiana sia Carlo De Benedetti, sia il figlio Rodolfo. Nel dettaglio, da indiscrezioni risulta che avrebbe investito una piccola quota in fase di Ipo Decalia Asset Management, società che vede tra gli amministratori Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir. In più la Romed del padre Carlo ha comprato azioni per 500mila euro. —

E.L.T.

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