Parco Pertini addio... Adesso fra il verde giocano alla guerra (meglio le biciclettate)
Un lettore ci scrive sul cambio di funzione dell’area di Cavriago «Anch’io sparo, ma al piattello, e non indosso la tuta mimetica»
LA LETTERA
onorio manghi
Sulla Gazzetta di domenica 27 ottobre ho appreso che il parco intitolato al presidente Sandro Pertini è stato sistemato e reso accessibile ai cittadini.
Chi come me ha sulle spalle diverse primavere lo ricorda per averci trascorso serate in compagnia o per essere stato presente a concerti di cantanti famosi, ricordo per esempio Lucio Dalla fra i tanti. Le serate erano organizzate dal partito socialista ed erano le feste dell'Avanti!
Gli eventi purtroppo vollero che il parco andasse velocemente in rovina e tutto cadde nel totale abbandono. Credo che si debba rendere merito al signor Matteo Franzoni per l'impegno che ha dedicato per avere ridato nuova vita al parco di Cavriago.
Durante il mio percorso lavorativo ho avuto modo di conoscere Franco Giaroli in quanto eravamo soci dipendenti di Coopsette entrambi. Con lui spesso ho avuto modo di dialogare dell'allora attualità, spesso ci si trovava d'accordo e quando non lo eravamo si parlava educatamente con rispetto delle altrui opinioni ed era per questo che ci stimavamo reciprocamente.
Ero al corrente degli sforzi che lui e gli altri socialisti fecero per poter avere un parco da utilizzare per gli eventi politici di Cavriago. Quando finalmente dopo diverso tempo riuscirono nell'intento pensarono di intitolarlo al presidente della Repubblica forse più amato dagli italiani. Una persona che aveva subito dalla dittatura e dalla guerra le più terribili umiliazioni e per questo capace di essere maestro di vita per tanti e di ripudiare la violenza in qualsiasi forma essa si fosse presentata. Ideale presente e ben radicato anche in Franco e nel centinaio di soci che contribuirono ad acquistare e gestire volontariamente il parco.
Ora apprendo che il parco ha cambiato nome, si chiama "Parco del Guerriero", sarà quindi frequentato da ragazzi e uomini in tuta mimetica con elmetto in testa con il volto colorato per mimetizzarsi con l'ambiente circostante e dotati di armi giocattolo del tutto simili alle più moderne armi in dotazione agli eserciti di tutto il mondo. ùIl gestore del parco afferma che ci saranno dei combattimenti delle azioni militari, ma non violenza.
Sicuramente non ci saranno dei morti o dei feriti da armi da fuoco o provocati da esplosione di granate, ma a mio parere la violenza è violenta anche quando è simulata.
Non dico sicuramente che chi partecipa a questi giochi sia un poco di buono per carità, visto però che qualcuno di questi ragazzi che prendono parte a queste schermaglie affermano che lo fanno per stare in compagnia, a loro direi che si possono fare delle scampagnate delle biciclettate o altro ancora. Credo poi che Franco Giaroli e i suoi amici socialisti sarebbero sicuramente stati più felici se il parco fosse diventato un'area destinata ad attività sportive senza l'uso di armi anche se finte o un parco divertimento per l'infanzia.
Istituzionalizzare l'uso di armi anche se finte per giocare alla guerra credo che non sia molto educativo in una società che purtroppo di violenze ne deve subire fin troppe. Quanto ho scritto sicuramente non pretende di essere una pagina del Vangelo ma una mia semplice opinione espressa da uno che da quarantacinque anni è titolare di un porto d'armi per uso sportivo che però non ha mai puntato un'arma contro una persona e nemmeno ad una sagoma raffigurante una figura umana, ma ha sempre usato piattelli come bersaglio e non è mai andato nel campo di tiro in tuta mimetica, ma come da regolamento rigorosamente in abiti decorosi». —
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