le carte d’identità
In foto si camuffava con occhiali e parrucche
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Richieste in carta bollata intestate a prestanome compiacenti, ma anche documenti altrui (veri) ai quali l’imprenditore apponeva la sua fotografia con occhiali e parrucche: camuffamenti casalinghi che, evidentemente, hanno funzionato. Sono quattro le carte d’identità riconducibili al Lupin reggiano, che si travestiva spacciandosi, ad esempio, come nato in Lussemburgo. Da qui il nome dell’operazione: “Alias” come i mille volti dell’abile truffatore.
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